Sony alpha 6500: la recensione

Abbiamo avuto modo di usare a lungo la Sony a6500, la mirrorless APS-C di Sony ad oggi più avanzata, e siamo usciti da questa prova con una serie di conclusioni. 

La nostra non è una recensione di quelle classiche, ma più una prova su strada: Sony ci ha prestato la macchina per più di un mese (e di questo li ringraziamo, specificando che non siamo stati spinti da loro a scrivere una recensione né tantomeno a esprimere pareri di parte) e in questo lasso di tempo abbiamo potuto davvero spremerla per bene, imparando le sue funzioni, capendo come si comporta rispetto ad altre macchine simili e ogni tanto disperandoci per capire dove era finita quella voce del menu che avevamo sotto gli occhi un secondo prima.

Per avere una spiegazione più “tecnica” di questa macchina vi rimandiamo al nostro articolo che descrive le caratteristiche della a6500. Il resto lo trovate qui sotto, ed è del tutto personale.

Impressioni generali sulla a6500

Iniziamo col raccontarvi un po’ di impressioni generali su questa macchina, partendo dalla sua ergonomia e dal modo in cui si lascia maneggiare.

Certamente non è una delle macchine più comode del mondo, se la usiamo come una videocamera, ma condivide questo problema con più o meno tutte le mirrorless con profilo piatto e che cercano di essere poco ingombranti. In compenso il suo peso specifico importante dà una certa impressione di solidità, e fa sì che non sia troppo sbilanciata anche con obiettivi discretamente pesanti.

Il posteriore della a6500 ha una serie di pulsanti e una ghiera comoda (quella tipica delle Canon di fascia alta)

 

 

Come potete vedere nella foto c’è un buon numero di pulsanti sul retro della camera, e il posizionamento non è nemmeno troppo scomodo: se si riprende con l’occhio sul mirino si è teoricamente in grado di capire dove sono posizionati i tasti senza guardarli, e si riesce ad operare su di essi facilmente. C’è da dire però che le funzioni sono davvero tante, e operare su di esse tramite pulsanti è impossibile e i menu digitali Sony non aiutano.

Due punti piacevoli: il tasto Fn è utile per districarsi tra i vari settaggi più importanti, e la rotella più a destra (a lato di quella per selezionare le modalità di scatto) è molto ben fatta. Piccolezze, ma nell’uso quotidiano fanno comodo.

E per quanto riguarda il classico problema del pulsante di registrazione? Beh, sicuramente non è posizionato nel modo più comodo possibile, ma il fatto che sia incassato non è un male: è difficile toccarlo inavvertitamente.

Altro aspetto interessante che potete vedere in questo pessimo ritaglio di un’altra immagine riguarda i due slot per il salvataggio delle impostazioni di ripresa: potete ad esempio dedicarne uno alle riprese in 4K e uno alle riprese in 1080p, oppure applicare due differenti insiemi di settaggi per condizioni di illuminazione diverse…
Il bello è che queste impostazioni si applicano in maniera molto facile (basta posizionare la rotella sull’1 o sul 2) ma si registrano in maniera altrettanto facile. Insomma, per una volta il software di cui è corredata una Sony lo possiamo prendere come riferimento.

Il menu delle Sony

Sì, perché il software che ci permette di comandare le macchine Sony non è proprio ben pensato. Forse siamo troppo abituati a menu organizzati in maniera molto diversa, ma non siamo gli unici a pensarla così: nelle camere Sony ci sono tante opzioni – e questo è un bene – ma sono organizzate in una maniera che sembra sempre poco pratica, poco ragionata.

Probabilmente scriveremo un post per raccontarvi quali sono i nostri settaggi preferiti per la a6500, e per farlo abbiamo registrato una serie di mini-filmati in cui mostriamo il modo in cui si naviga tra una scheda e l’altra del menu. Vi renderete conto voi stessi di come vanno le cose…

C’è da dire che con la a6500 c’è stato un leggero miglioramento rispetto al menu della a6300. Speriamo che in futuro le cose diventino ancora più semplici.

Stabilizzazione con e senza obiettivi stabilizzati

La Sony a6500 è la prima mirrorless APS-C di Sony con stabilizzatore sul sensore, e c’è da dire che lo stabilizzatore funziona piuttosto bene e naturalmente è comodo anche in modalità di ripresa video.

Non abbiamo a che fare con uno stabilizzatore pari a quello delle Panasonic, oppure ancora delle ultime Olympus, ma funziona decentemente bene ed è un’aggiunta interessante per fare brevi movimenti di macchina senza l’ausilio di un cavalletto con testa fluida. Anzi, è probabilmente l’aggiunta più interessante rispetto alla a6300.

Funziona benissimo? Funziona bene, ma lo stabilizzatore delle Panasonic è migliore e c’è da aspettarselo considerato le dimensioni inferiori del sensore m43.
Migliora se usato con obiettivi a loro volta stabilizzati? Sì, funziona meglio ma non molto meglio. L’abbiamo testato in particolare usando lo Zeiss 16-70mm f/4 OIS (la sigla che indica gli obiettivi Sony stabilizzati), che non è niente male, e le prestazioni sono migliorate leggermente.

Ecco un esempio di un video – perdonate la bassa qualità, ma era una semplice prova degli alti ISO – in cui abbiamo usato un piccolo cavalletto a mano (un Pixi) e applicato una leggera stabilizzazione in post. Con un po’ di attenzione i risultati possono essere certamente migliori.

Autofocus della a6500 in video

Qui arriviamo ad uno degli aspetti più positivi di questa macchina: se già la a6300 va alla grande in termini di autofocus in video, con la a6500 siamo su un livello ancora leggermente superiore.

Considerate le dimensioni del sensore e la compattezza della macchina, possiamo dire che ci troviamo di fronte a un piccolo miracolo di tecnologia.

Sostanzialmente quando aggancia un soggetto, la a6500 non lo perde più di vista (con piccole eccezioni di cui diciamo appena sotto). E il bello è che l’aggancio del punto da mettere a fuoco non avviene per tentativi ed errori – il tipico focus hunting – tipico delle Panasonic dalla GX80 in su – ma molto rapidamente e senza fare “avanti e indietro”. Siamo quasi al livello del Dual Pixel di Canon.

Per informazioni sulle varie modalità AF disponibili sulle varie fotocamere, vi consigliamo di leggere questo post sull’autofocus.

Naturalmente restiamo fedeli al concetto che in molti casi l’AF in video può essere complicato da usare, e quindi se possibile meglio affidarsi alla messa a fuoco manuale per avere la possibilità di scegliere con cura i movimenti del fuoco, la velocità di cambi di fuoco eccetera.
Ci sono però casi – vedere ad esempio le volte in cui la macchina è su steadycam – in cui l’AF è interessante averlo, e macchine come la a6500 ci stanno convincendo ad usarlo con più frequenza.

Dicevamo però sopra delle volte in cui l’aggancio dell’AF sul soggetto si perde.
Caso semplice: stavamo facendo un test alle paperelle su un lago. Sì, le paperelle, non prendete in giro!
È successo semplicemente che un’anatra che la macchina aveva agganciato in messa a fuoco continua si è mossa, si è portata in  mezzo a un gruppo di altre anatre e – hop! – il fuoco continuo ha cominciato a seguire un’altra anatra nel momento in cui la prima anatra aveva infilato la testa sott’acqua.

Quello che probabilmente succede è che il processore analizza in continuo il fotogramma e ritrova ogni volta le forme su cui aveva agganciato l’AF. In casi come quello appena descritto, in cui l’oggetto tracciato cambia forma rapidamente, ci possono essere problemi.
Ma in fin dei conti non è così importante.

Altre considerazioni generali sulla a6500

Eccoci arrivati alla conclusione di questa breve recensione della a6500, in cui tiriamo le somme e parliamo di un paio di cose che non abbiamo menzionato precedentemente.

La prima cose che abbiamo lasciato da parte è lo schermo, che pure in questa edizione delle macchine della serie a6000 di Sony non è completamente ribaltabile.

Perché, Sony?

Lasciamo da parte il fatto che uno schermo del genere sia un po’ uno spreco. Ok, è sempre meglio che averlo fisso sul corpo, senza possibilità di regolarlo in nessun modo, ma perché non pensare a un sistema che lo faccia ruotare lateralmente, come accade per esempio con la Canon 200D (che costa meno) o anche la Panasonic G80 (che costa pure lei meno)?

Ma lasciamo da parte questo, e parliamo rapidamente del fatto che questo schermo è touch: va bene per la messa a fuoco, ovvero per scegliere il punto di messa a fuoco rapidamente toccando lo schermo. Ma anche qui: perché Sony non consente di usare i menu toccandoci sopra con il dito? Probabilmente ci sono delle considerazioni di tipo tecnico e ingegneristico che impediscono questa funzionalità, ma è un vero peccato non averla a disposizione.

Parliamo poi di durata della batteria: come le precedenti macchine della serie, la a6500 consuma le batterie in maniera rapidissima. Non c’è molto da dire, se decidete di comprare questa macchina dovete necessariamente considerare l’idea di comprare delle batterie di scorta (e in generale con le Sony consigliamo queste, almeno un paio). Il mirino elettronico e tutto il resto implicano un consumo di energia elevato, e semplicemente bisogna farci i conti.
Alternativa ancora migliore da praticare, se ne avete la possibilità per ingombri, è quella di attaccare un piccolo power bank alla a6500 come abbiamo spiegato qui: in termini di durata i risultati sono ancora meglio.

Insomma, concludendo veramente, la Sony a6500 è una bella macchina da usare però con una certa attenzione e conoscendone bene i limiti. Sicuramente tra i suoi principali vantaggi ci sono la tenuta agli alti ISO con un file abbastanza lavaorabile (attenzione: abbiamo detto abbastanza) e l’autofocus in video che è davvero efficace.
Se questi due punti sono importanti per voi consideratela anche come prima camera: il sistema Sony è in pieno sviluppo, e vi darà sicuramente soddisfazioni per molti anni.
Potete affiancarla anche a macchine superiori come quelle della serie 7 di Sony, con sensore più grande e prestazioni ancora migliori.

Se invece volete un sistema con AF meno performante e un sensore più piccolo, ma altri vantaggi come i prezzi più contenuti a parità di tecnologia, una stabilizzazione migliore e a volte un file migliore (vedere GH5 e GH5s, ad oggi) tenete in considerazione Panasonic. Una macchina in qualche maniera paragonabile per fascia d’uso alla a6500 è la Panasonic G80 (link a un nostro articolo).


Dove comprare la Sony a6500

Amazon è uno dei posti più affidabili sul web e la garanzia è massima, spesso la macchina è in offerta. Controllate il prezzo aggiornato qui.
Per risparmiare qualche soldo date un’occhiata a eGlobal. In questa pagina trovate il prezzo aggiornato.

 

2 commenti:

  1. Faccio Wedding, non mi interessa il 4k,
    mi hanno consigliato la sony 6000 per il suo prezzo attuale magari con il sony 35 1.8
    da usare per particolari e qualche ripresa con effetto boken ..accoppiata sempre comunque a una videocamera tipo sony PXW-X70..
    con un differenza di quasi 1000€ rispetto alla 6500 si può pensare di sceglierla , magari per metterla anche sopra un gimbal con un 10/18 ?
    grazie ciao

    • Ciao Davide. Sì, è una buona idea specialmente se non è la camera principale. La a6500 offre qualcosa in più in termini di qualità dell’immagine (alti ISO uno’ migliori) e di usabilità grazie allo stabilizzatore che la a6000 non ha, ma come noti bene il prezzo è parecchio differente.

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