Editing offline e proxy

Il montaggio e la color correction del girato sono parte integrante del lavoro di un videomaker indipendente, ma con la crescita delle risoluzioni e le maggiori capacità delle macchine da ripresa spesso chi fa video si trova in difficoltà: un file 4K è difficile da maneggiare per un computer vecchio anche solo di pochi anni, e cambiare la propria postazione di lavoro può essere caro e difficile.
Ecco che arriva in aiuto l’offline editing e l’uso di file proxy nel montaggio e nella color correction. Proviamo a spiegare cosa sono questi termini e come usare i file proxy per lavorare più facilmente al montaggio, anche quando ci stiamo muovendo.

Cosa è l’editing offline

Si parla di editing offline in ambito video quando per vari motivi si decide di non editare direttamente il file originale prodotto nelle riprese, ma un file proxy. Ovvero un file a risoluzione più bassa creato a partire dall’originale.

Perchè usare i proxy?

Le ragioni per usare un file proxy possono essere molte, e in generale hanno tutte a che fare con la potenza di calcolo richiesta ai computer dai formati di file più pesanti. Un file proxy a 720p permette di passare meno tempo davanti al computer rispetto all’originale da 1080p o addirittura in 4K di cui è figlio, perchè riduce i tempi di tutte le operazioni di montaggio, color correction, applicazione di effetti… e sicuramente ci mette di fronte a meno crash del software (ovvero quelle volte in cui il computer smette semplicemente di funzionare e chiude il programma di editing, perchè non riesce a reggere).

Avere a che fare con un proxy è importante anche quando siamo in viaggio. Immaginiamo la situazione: stiamo facendo un viaggio in treno piuttosto lungo, abbiamo del tempo e un computer portatile decente. Prima di partire effettuiamo una transcodifica, trasferiamo i file proxy sul portatile e possiamo lavorare tranquillamente durante lo spostamento.

Infine, lavorare sui proxy è comodo anche per questioni di sicurezza: qualsiasi cosa succeda al nostro file proxy, il nostro girato originale non verrà corrotto nè cancellato (naturalmente noi avremo fatto un backup dei file, comunque!).

Una raccomandazione
Prima di parlare in dettaglio dell’uso dei proxy vi diamo un consiglio: cercate di organizzare al meglio i file da lavorare. Usare i proxy significa raddoppiare i file che salvate (originale e compresso) e soprattutto significa avere un modo codificato per salvare i file. Senza la perfetta corrispondenza tra file originale e file compresso, infatti, non potrete effettuare le operazioni di esportazione del progetto finito.

 

Quando usare i proxy, e quando il girato originale

In generale l’uso di file proxy velocizza il lavoro, ma allo stesso tempo lo rallenta. Un paradosso? Solo in parte: prima di poter usare i file proxy bisogna transcodificarli (e questo richiede un po’ di tempo), bisogna organizzare i file nel modo giusto, bisogna in generale eseguire qualche operazione in più che con l’uso di file ottimizzati o originali.

C’è da dire, come facevamo notare sopra, che spesso la transcodifica è una necessità: bisogna farla perchè il nostro computer non regge, oppure perchè dopo aver applicato tutti gli effetti necessari al montaggio ci troviamo con lentezze esasperanti.

In sostanza: usate i file originali quando il vostro computer è abbastanza potente e dovete fare editing semplici, senza l’uso di effetti. Per tutti gli altri usi risparmiatevi del tempo e andate di proxy.

Creare file proxy con Final Cut Pro X

La risorsa più completa sul tema è sicuramente quella fornita da Apple in inglese, ma proviamo a darvi un po’ di spiegazioni rapide sull’uso di file proxy in Final Cut Pro X.

 

Final Cut è un software piuttosto intuitivo, ed è intuitiva anche la creazione di file proxy.

La prima cosa da fare è importare i file, e lo si fa semplicemente aprendo la tab File in Final Cut e cliccando su Import. C’è anche una scorciatoia da tastiera per questo, ovvero la pressione contemporanea di Command e I.
Alternativamente potete trascinare i vostri file direttamente nella sezione della Library di Final Cut che vi interessa.

 

A questo punto si aprirà una nuova finestra in Final Cut. Una cosa del genere:

La finestra Media Import permette di decidere varie cose: consente di scegliere dove inserire i file, se ad un evento già esistente o in uno nuovo, e consente di organizzare al meglio le Library.

Ma ai fini di questa nostra piccola guida, quello che ci interessa è la sezione Transcoding della finestra. Contiene due opzioni diverse:

  • Create optimized media: crea un file ottimizzato in formato ProRes 422
  • Create proxy media: crea un file in formato ProRes 422 Proxy, ovvero di dimensioni pari a 1/4 rispetto al ProRes 422

Dovete scegliere voi quale formato usare, in base alla potenza della vostra macchina e in base alle esigenze di montaggio secondo il ragionamento che abbiamo spiegato prima.

Usare i file proxy per fare editing in viaggio

Concludiamo il discorso sui proxy proponendovi un video molto interessante sull’argomento (se avete bisogno di una traduzione scriveteci nei commenti!) che spiega come organizzare il proprio flusso di lavoro per l’editing in viaggio, o comunque in tutte le condizioni in cui ci si trova lontani dalla propria postazione di lavoro principale:

È un ottimo esempio per capire come giostrare i vostri file proxy e collegarli alla library principale di Final Cut. E mostra quanto sia semplice farlo.

 


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4 commenti:

  1. Con windows niente proxy ?

  2. Ciao,
    vi ringrazio molto dell’ articolo appena letto. Mi è servito molto perchè ho acquistato da poco una reflex Canon 5D mark IV 4k e non sapevo bene come poter gestire i file. Ora me ne sono fatto un’ idea.
    Grazie e buon lavoro

  3. salve io ho creato i proxy direttamente dalla red e in un paio di casi da red cine pro x. Montato il tutto adesso vorrei passare alla color su davinci, ma vorrei farlo sui file raw originali della Red. come posso creare il collegamento in timeline prima di esportare il file XML per DaVinci? aiuto 🙁

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