Backup dei file in viaggio, un paio di soluzioni

Uno degli editor di videoreflex.org è stato di recente in viaggio per un mese: uno di quei viaggi in cui giri molto, riprendi molte cose e non hai la possibilità di portarti dietro un pc, perchè lo zaino pesa già parecchio e perchè rischi di romperlo. La sua esperienza è un ottimo spunto per parlare di metodi di archiviazione e backup in situazioni varie.

L’importanza del backup

Lasciateci fare la mamma ansiosa, riferendoci al vostro prezioso girato: dovete fare almeno una copia di backup del materiale che avete prodotto, e farlo il prima possibile. Le schede di memoria possono rompersi, perdersi o finire in un tombino, il computer su cui state editando può guastarsi, bruciarsi o volare dal quinto piano. Il vostro hard disk abbandonarvi per seguire una compact flash brasiliana.

Voi restate lì, a pensare quanto siete fregati e a quanto il materiale che avevate girato fosse eccezionale e irreplicabile. E se pensate che questa cosa non vi riguardi ricordate:

Ci sono solo due tipi di persone al mondo: quelle a cui l’hard disk si è già rotto, e quelle a cui sta per capitare

 

Le best practices del backup

In generale risolvere il problema del backup è piuttosto semplice, ma tutto deve partire con la creazione di un flusso di lavoro ben preciso e codificato da seguire sempre, e con la scelta della giusta attrezzatura (o servizio) per il backup. Bisogna poi seguire alcune regole che riassumiamo brevemente qui, perchè non è tra gli scopi di questo post parlare diffusamente del flusso di backup:

  • fare un backup subito: appena avete finito di girare cercate di fare un primo backup dei vostri file. Non importa che vi riguardiate tutto (anzi, spesso è controproducente), ma dovete avere la sicurezza di una copia del girato
  • la regola del 3: un file importante deve essere conservato in 3 copie diverse. L’originale e i due backup
  • mezzi diversi per maggior sicurezza: cercate di effettuare i vostri backup su mezzi diversi. Ad esempio cominciate a ragionare sul cloud, poi usate un hard disk esterno veloce e il vostro computer, oppure una SD ben custodita
  • spazio fisico tra un backup e l’altro: può sembrare banale, ma è meglio tenere i backup separati. Perchè gli eventi fisici possono colpire in varie occasioni. Beh, poi se volete distruggere il vostro archivio come loro, il discorso è completamente differente…

 

Backup in viaggio

La questione del backup dei file in viaggio è ancora più delicata: mentre si viaggia ci si trova a produrre materiale interessante e che spesso non possiamo riprendere nuovamente (eh sì, il famoso “viaggio di una vita”) e in più le condizioni di viaggio impongono di avere a disposizione materiale robusto e affidabile.

Nel corso dei nostri viaggi abbiamo sviluppato una serie di accorgimenti – alcuni efficaci, alcuni lasciati da parte dopo qualche tentativo – e ve li proponiamo qui, cercando di fare un po’ di ordine.

 

USB On-the-go e archiviazione online

Se il vostro smartphone o tablet riesce a utilizzare questa tecnologia (potete verificarlo facilmente) sarete felici di scoprire che potete viaggiare senza portarvi appresso un PC e trasferire i file su un servizio di cloud hosting.

La cosa funziona così: prendete la vostra fotocamera o videocamera, la attaccate allo smartphone tramite un apparecchio come quello che vedete nella foto (è questo, che ha anche un attacco USB) e usate il vostro apparecchio per connettervi a internet e di conseguenza trasferire i vostri file su un hosting in cloud.

Se avete pochi file di piccole dimensioni potete usare i vari servizi offerti da Google e Dropbox, anche se con qualche difficoltà. Se invece avete bisogno di prestazioni migliori potete usare servizi a pagamento che non sono per niente costosi come Dreamhost, che vi abbiamo appena linkato.

Se scegliete questo metodo – molto interessante se avete una connessione decente e un po’ di tempo, ad esempio di notte, per trasferire i file – assicuratevi di prendere l’apparecchietto giusto. Meglio che sia USB 3.0 per assicurarvi maggiore velocità e che abbia anche un ingresso per SD, in modo da essere più flessibili nelle fonti di dati. Quello qui sopra risponde a entrambe le caratteristiche.

È una soluzione molto pratica perchè non vi obbliga a portarvi dietro molta roba, e in più potete usarla in abbinata all’aiuto di un amico che si premuri di fare una ulteriore copia dei file a casa, una volta che siano stati trasferiti sul cloud.

 

Un hard disk con una marcia in più

La soluzione più interessante che abbiamo trovato ai problemi di backup in viaggio, però, è quella di Western Digital, azienda che da molti anni opera nel settore del “mettere al sicuro i file” e di cui ci si può fidare.

Il prodotto di cui parliamo si chiama My Passport Wireless PRO ed è una di quelle cosa che se non ci fossero bisognerebbe inventarle. Si tratta di un hard disk esterno pensato per il viaggio (e quindi con ottime caratteristiche di robustezza) che incorpora un lettore di schede SD e può essere collegato ad uno smartphone o un tablet per vedere i contenuti salvati.
Le dimensioni sono molto compatte, lo spazio di archiviazione è molto ampio e noi abbiamo provato estesamente la versione da 3TB, probabilmente quella con il miglior rapporto qualità prezzo (che potete vedere qui).

È veloce nella scrittura, leggero e facile da portarsi in giro, magari dotandolo di una buona custodia, e può coprire tutte le esigenze di backup in un viaggio anche molto lungo.

Naturalmente potete spendere meno e comprarvi uno di questi (o due, per rispondere meglio alla regola del 3 di cui dicevamo sopra), usando la tecnologia OTG. Ma ci pare che abbia senso fare una piccola spesa in più per avere la tranquillità di non perdere nulla e avere un ottimo backup in viaggio dei nostri file, che siano ricordi preziosi o clip su cui costruiremo la nostra carriera di travel vlogger.

 

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