La serie RX100 di Sony

La serie di compatte Sony con la sigla RX100 è davvero interessante per la fotografia, ma anche per il video, ed è utile conoscere meglio queste macchine che possono essere un bel complemento a un corredo video di qualità. Le andiamo a scoprire, cercando anche di fare un po’ di chiarezza tra i vari modelli, fino ad arrivare alla RX100 Mark V. 

RX100 Sony: saponette con un cuore tecnologico

Le macchine della serie RX100 prodotta da Sony hanno una forma un po’ buffa, e a guardarle da lontano non sembrano granché: assomigliano a delle saponette, non hanno molti comandi visibili e sono quasi completamente lisce. Da chiuse poi l’obiettivo si ritrae quasi completamente, e il profilo della macchina anteriormente è quasi piatto.

La Sony RX100 Mark III, uscita nel 2014 e ancora molto valida

È il bello e il brutto di queste fotocamere: brutto perché effettivamente possono esser scomode da tenere in mano, specialmente per chi ha mani grandi.

Bello perché significa che sono talmente sottili e piccole da poter essere infilate in una tasca dei pantaloni, e poter essere portate ovunque con sé, senza quasi doversene ricordare se non quando le si tira fuori.

E quando tiri fuori una RX100 capisci che non è una compattina di poco conto: è densa, pesa parecchio e dà l’impressione di essere un piccolo concentrato di prestazioni. E poi quando si guardano i risultati se ne ha la certezza: non è una semplice compatta.

Contare da 1 a 5 (per ora)

Nel corso degli anni Sony ha fatto uscire cinque versioni della RX100, aumentando sempre più il contenuto tecnologico e migliorando in particolare le prestazioni di velocità di raffica e di framerate, oltre ad aumentare la resistenza agli alti ISO grazie al processore sempre più prestante.

Al centro di tutto c’è sempre un sensore da 1 pollice, più piccolo di quelli delle mirrorless, ma comunque efficace nella realizzazione di foto e video. Probabilmente grazie al fatto che Sony ha avuto modo e tempo di ottimizzarlo per un solo obiettivo e per un solo corpo macchina, questo sensore funziona parecchio bene in tutte le condizioni, e all’uscita la prima RX100 aveva davvero stupito per le sue prestazioni.

E poi l’obiettivo, che nelle ultime versioni ha raggiunto un range meno esteso (l’obiettivo della RX100 I è un 28-100mm equivalente, mentre dalla RX100 III in poi si è passati a un 24-70mm f/1.8-2.8, meno ampio ma più luminoso) ed è corretto e nitido a tutte le lunghezze focali.


Piccoli difetti

Le macchine della serie RX100 possono essere un utile complemento per chi vuole fare video, o anche l’attrezzatura unica da usare per piccole produzioni, e sono molti i vlogger che ne fanno uso, e altrettanti i video su Vimeo e YouTube in cui potete vedere la versatilità di queste camere.

Tra i piccoli difetti, però, menzioniamo

batteria poco capiente: le dimensioni sono ridotte anche per le batterie delle Sony RX100, e questo significa che il numero di scatti e i minuti di video realizzabili non sono moltissimi. Per fortuna le batterie compatibili sono molte e costano poco. Le più consigliate sono le Wasabi spesso rimarchiate così
grip scarso: come detto inizialmente queste macchine non si impugnano benissimo, ma se avete mani grandi potete prendere accessori come questo che migliorano la situazione. Per gli esosi, eccolo in legno
menu poco chiaro: le cose sono migliorate di versione in versione, ma i menu di Sony sono grandi e poco utilizzabili. Poco male, bisogna solo metterci un po’ a studiarselo


Quale scegliere?

Più sotto troverete una tabella che riepiloga tutte le principali caratteristiche delle varie macchine di questa serie, ma vogliamo darvi un paio di suggerimenti rispetto alle singole macchine di questa serie, per mettere in luce i punti forti e quelli deboli di ciascuna di queste macchine e aiutarvi a capire quale fa al caso vostro.

 

RX100 Mark I

È la più vecchia e più economica della serie, con un prezzo davvero abbordabile. Obiettivo 28-100mm f/1.8-4.9, ha il sensore più vecchio e un processore poco performante.
Tra l’altro non ha schermo ribaltabile né mirino e arriva solo a 6400ISO.

In conclusione: non molto consigliata, ad oggi. Sicuramente è una buona compattina, ma se avete qualche soldino in più da spendere vi conviene andare sui modelli superiori della serie.

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RX100 Mark II

Qui le cose cominciano a farsi più interessanti: è la prima macchina della serie con un display ribaltabile anche se non completamente (angoli di -40° e +90°) e il sensore cambia concezione e diventa un sensore retroilluminato (BSI) garantendo così prestazioni migliori sulle basse luci. Anche qui però manca il mirino integrato, che è opzionale, e l’obiettivo rimane un po’ più lungo ma quieto alle lunghezze focali maggiori: insomma c’è più possibilità di fotografare a distanza, ma meno in condizioni di basse luci.

In conclusione: qui le cose cominciano a farsi più interessanti, come dicevamo, grazie all’aumentata qualità di immagine. La consigliamo a chi ha un piccolo budget.
Il problema è che questa macchina non si trova più tanto facilmente in giro nuova, e forse conviene andare a cercarsela nell’usato di eBay o Amazon.

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RX100 Mark III

Ecco una compatta che dà grandi soddisfazioni. Il prezzo rimane sempre molto accettabile (rispetto alle prestazioni): in fin dei conti costa come uno smartphone medio-alto, ma foto e video sono eccezionali.
Con questa macchina Sony ha davvero stupito gli appassionati di compatte: è piccola come le precedenti, ma fa un salto di qualità nelle specifiche tecniche, soprattutto in ambito video.
Il sensore migliora ancora, e permette di raggiungere meglio i 12800ISO di targa, arriva il mirino a scomparsa (bella opera ingegneristica!) e lo schermo completamente ribaltabile in avanti.
L’obiettivo diventa più corto ma molto più luminoso, con un bel f/2.8 all’estremità tele.
Dal punto di vista del video compare lo slow motion a 120 frame al secondo (!!!) a 720p, si può girare ancora a un massimo di 1080p ma i risultati sono migliori, soprattutto al buio. E in più c’è pure il filtro ND integrato.

In conclusione: è probabilmente la macchina più riuscita di questa serie, perchè fa un salto di qualità notevole rispetto alle precedenti mantenendo comunque un prezzo relativamente basso. Ci si potrebbe fermare qui, se non si ha necessità della risoluzione 4K, e ci si troverebbe di fronte a un’ottima compatta da viaggio per reportage video eccellenti.

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RX100 Mark IV

Naturalmente Sony non si ferma, però, e fa uscire questa RX100 Mark IV che apporta ulteriori migliorie nella serie.
La cosa che salta subito all’occhio è il sensore stacked, costruito con una tecnologia particolare, che assieme al processore Bionz X già presente sulla RX100 III permette un grande miglioramento nella qualità di immagine.
Migliora pure il mirino in risoluzione, diminuisce tantissimo il tempo minimo di esposizione – da 1/2000 a 1/32000 di secondo – e aumentano le possibilità di raffica fotografica.
In ambito video aumenta il framerate massimo per lo slow motion, arrivando ad un impressionante 960fps, compare il 4K e c’è ancora la possibiltà di usare i filtri ND integrati per giocare con la profondità di campo. 

In conclusione: la RX100 IV è una gran compatta che migliora molto la RX100 III  e lo fa soprattutto in ambito video. I miglioramenti però sono specialistici, e il nostro consiglio – se avete da spendere – è di andare al massimo e prendere la RX100 V oppure – se siete un po’ risparmiosi – di preferire la versione III.

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RX100 Mark V

Grande compatta che costa parecchio. La mini recensione potrebbe concludersi qui (anche se probabilmente ve ne proporremo un’altra più avanti tutta dedicata a questa macchina) perché in fin dei conti la RX100 V è una compatta fantastica, piena zeppa di tecnologia e con un costo in linea con la tecnologia che ha dentro.
Insomma: non costa troppo, costa molto. E sono due cose diverse.
Ma c’è parecchio da dire, e poche righe potrebbero non bastare.
La cosa più importante in questa macchina è il miglioramento nell’autofocus, che diventa a rilevamento di fase con 315 punti di messa a fuoco: un miglioramento davvero importante che fa fare un salto di qualità alla macchina. In pratica l’AF anche in modalità video diventa più veloce, oltre che preciso. Anche in modalità di riconoscimento facciale! In sostanza questa è una manna per chi fa vlog.
Per il resto aumenta il tempo di slow motion (da 4 a 8 secondi) ma diminuisce la durata delle batterie, che già non era il massimo.

In conclusione: l’autofocus di questa macchina è strabiliante, e se lo sommiamo a quello che la versione precedente della serie già aveva, la RX100 Mark V diventa una compatta quasi perfetta. Quasi, perché sicuramente ci sono altri assi nella manica di Sony. Costa parecchio, ma se avete questi soldi e vi serve una macchina compatta e dagli elevatissimi contenuti tecnologici, la RX100 V è quello che fa per voi, non c’è molto altro da dire.

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E voi? Conoscete la serie RX100? Volete comprarvene una e vi abbiamo fatto venire una gran voglia?
Ditecelo nei commenti!

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