I monitor per videoediting: la nostra guida

Nella configurazione di un computer per video editing (link ad un nostro assemblato economico) spesso ci si dimentica di aggiungere un buon monitor che renda immagini fedeli, ma questo è un errore. 

Prima di tutto perché se vogliamo un monitor da video editing molto buono, il prezzo del nostro assemblato potrebbe crescere parecchio, facendo così crollare miseramente le nostre speranze. E poi perché uno schermo di buona qualità e con le giuste caratteristiche è importante per lavorare bene, con colori fedeli e senza impazzire per muoversi tra le varie tab.

In questa guida alla scelta dei migliori monitor per l’editing video facciamo come al solito: vi diamo una panoramica dei fattori da tenere in considerazione e poi vi diamo qualche suggerimento per l’acquisto.

Come scegliere il monitor per l’editing

Guardiamo ai numeri, alle caratteristiche tecniche degli schermi che possiamo trovarci davanti, mettendoci in mezzo anche qualche nostro consiglio.

Dimensioni e risoluzione

Quello delle dimensioni è probabilmente il primo fattore da guardare nella scelta del monitor: deve essere sufficientemente grande per permetterci di piazzare bene tutti i nostri pannelli di lavoro, ma teniamo in considerazione anche il fatto che un monitor grande costa di più, e l’aumento di prezzo non è lineare.

Il nostro consiglio è quello di scegliere un monitor da almeno 24 pollici, e se si sceglie un formato panoramico (ne parliamo più sotto) può avere molto senso anche salire di dimensioni.
Considerate però una cosa: se lo spazio che avete a disposizione non è molto grande – e parliamo sostanzialmente di profondità della scrivania – potreste trovarvi male usando un monitor da 32″! Insomma, come al solito il giusto mezzo…

Accoppiate alle dimensioni c’è la risoluzione, perché un monitor grande con risoluzione non elevata dà come risultato immagini sgranate e grandi mal di testa perché avrete speso i vostri soldi senza criterio.
Se prendete un 24″ consigliamo una risoluzione di 1920 sul lato lungo o superiore, se volete un 27″ pollici dovreste andare su risoluzione QHD, ovvero con lato lungo di 2560, salendo fino ai 3840 per monitor molto grandi.

Il form factor

Come forse avrete modo di notare, la maggior parte dei monitor per video editing hanno una forma che si sviluppa in orizzontale, ed è facile capire il perché: basta immaginare di usare il vostro Final Cut (o DaVinci Resolve, o Première Pro…) su un monitor bello allungato. I pannelli si sviluppano in larghezza, la timeline si svolge davanti a voi in tutta la sua gloria e in definitiva si lavora bene.

Sotto questo aspetto vi consigliamo di guardare a monitor con rapporto d’aspetto almeno 16:9, ma un rapporto tra i lati di 21:9 è tanta roba, come dicono i giovani d’oggi.

I pollici dei monitor allungati non vi devono spaventare, perciò considerate che anche se non avete moltissimo spazio sulla scrivania potete allargarvi un po’. Girare la testa a sinistra e a destra è più “naturale” che farlo in alto in basso, quando si lavora sul montaggio, e quindi anche se avete uno spazio ristretto in profondità nella vostra postazione di lavoro potete tranquillamente guardare ai 27 pollici con fiducia, e pure oltre. Sarà una goduria.

Vi serve il 4K?

Beh, se state basando tutto il vostro workflow sulla risoluzione 4K sicuramente vi farete questa domanda. Qui non ci sentiamo di darvi consigli, ma facciamo notare un paio di cose:
-naturalmente una maggior risoluzione fa alzare parecchio i prezzi, e questo significa che se trovate un monitor 4K molto economico vuol dire che si sta risparmiando da qualche altra parte
-specialmente per chi fa gaming, oltre che video editing, bisogna considerare che maggiore risoluzione significa necessità di schede grafiche più potenti. Sappiamo che siete tutti casa e lavoro, ma non si sa mai… Non sovradimensionate il monitor rispetto al resto dell’hardware a disposizione!

Il tipo di pannello

Qui le cose, anche se apparentemente complicate, sono invece piuttosto semplici.
Esistono sostanzialmente 3 tipi di pannello: IPS, TN e VA.

Ci concentriamo sui primi due, che per i nostri scopi sono i più interessanti, e cominciamo col dire che sono chiaramente entrambi pannelli di tipo LCD, ma hanno tra loro alcune differenze molto importanti.

Di base la distinzione è questa:
i pannelli IPS sono un po’ più costosi, hanno angolo di visuale più ampio, hanno una maggior accuratezza del colore, hanno tempi di risposta un po’ più lunghi
i pannelli TN invece sono più economici, hanno tempi di risposta rapidi ma per contro minore accuratezza nella resa dei colori (e minor profondità colore) e angolo di visione più ristretto

Fatte queste distinzioni sapete già il nostro consiglio: per il video editing sono meglio i monitor IPS. È importante soprattutto l’accuratezza nella resa dei colori, e ancor più importante è il fatto che questo tipo di monitor si avvicina a riuscire a rendere tutta l’ampiezza del gamut sRGB, che per i nostri utilizzi in genere va molto bene. Quello del gamut colore è un discorso complicato, che forse potremo riprendere in un altro articolo, ma se volete immergervi in questo mondo potete tranquillamente consultare il blog di Mauro Boscarol, che è una vera autorità in materia.

Porte di ingresso

Molto importante è il discorso riguardante le porte, che sono poi la cosa che fa comunicare il monitor con il resto del computer. Ci limitiamo a un avvertimento: se scegliete un monitor con porte solo VGA vi state portando a casa un fondo di magazzino, con tutta probabilità.

Naturalmente più porte ci sono e meglio è, ma per farla semplice guardate che il vostro monitor abbia almeno una porta HDMI, meglio se con specifica 1.4 o 2.0.

Refresh rate ed altre sciccherie

Il titolo sbarazzino di questo paragrafo sta ad indicare che sì, dovete guardare anche questi parametri, ma a meno che non siate gamer accaniti sono meno importanti per fare video editing.

Partiamo con il tempo di risposta: sotto i 10ms (millisecondi) va tutto bene.
Refresh rate: sopra i 60Htz siete a posto
G Sync, FreeSync ed altro: vi interessa relativamente, se c’è è bello ma non importa molto (a meno che non giochiate con il PC, e allora è molto utile)

Monitor curvi o no?

Finiamo questa carrellata sui consigli con un cenno ai monitor curvi: servono per il video editing? La risposta è no, e anzi possono essere controproducenti. Belli se guardate tanti film o videogiocate (perché la sensazione di immersione nella scena è molto maggiore) ma la tecnologia per un monitor curvo è più costosa, così come i processi di produzione generali, e quindi andreste ad aumentare la spesa senza ottenere niente di particolare in più.

 

I nostri consigli per monitor da video editing

In questa nostra selezione cerchiamo di consigliarvi pochi schermi, mantenendoci anche bassi con i prezzi. Naturalmente abbiamo tenuto in considerazione tutti i suggerimenti che vi abbiamo dato sopra, basandoci sulla nostra esperienza personale, sulle specifiche tecniche e poi su quello che si legge nei vari forum.

Se avete bisogno di consigli per un monitor specifico scriveteci nei commenti e cercheremo di darvi una mano!

Un monitor 29″ economico

Beh, non è proprio super economico, ma questo LG da 29 pollici dal nostro punto di vista è uno dei migliori che si possano trovare sul mercato per questa fascia di prezzo.
Ha una porta HDMI ed una USB-C (molto bene) un refresh rate più che sufficiente anche per chi ogni tanto vuole giocare senza avere a disposizione schede grafiche mostruose ed è molto molto ampio. Il formato 21:9, come dicevamo, va benissimo per lavorare sull’editing.
Se potete spendere di meno prendete in considerazione la versione da 25″ che è un bell’affare grazie anche al fatto che la risoluzione è sovradimensionata rispetto alle misure di questo schermo.

Lo schermo 4K buono ed economico

Un buono schermo 4K economico: miracolo!

Rimaniamo dalle parti di LG per guardare a questo monitor 4K che costa un po’ di più, ma sorprendentemente poco per quello che offre. D’altronde LG è uno dei leader nella produzione degli schermi (parliamo proprio dei pannelli, che vengono comprati da LG anche da altri produttori, un po’ come si fa con i sensori Sony) e probabilmente ci sono economie di scala che non conosciamo.
Tornando al monitor in questione diciamo che quello che ci interessa di più è la risoluzione 4K. Ma anche la gamma dinamica è buona e dal vivo questo schermo fa davvero la sua bella figura. Credeteci.
Ah, ci sono schermi 4K un po’ più economici, ma guardate che molto probabilmente sono TN (sì, proprio quel Samsung che occhieggia da qualche parte…) e ormai sappiamo che questo non è bene.
Ci sbilanciamo: secondo noi questo è lo schermo 4K economico migliore per qualità-prezzo.

Un monitor senza compromessi

Sì, questo monitor di BenQ dalla sigla lunghissima è davvero buono, e vale tutti i soldi che costa. Guardando su Amazon per ambientarsi al prezzo viene dato come monitor per fotografi, ma non fatevi ingannare: è una questione tecnica e un po’ fuorviante.
Certo questo schermo va benone per chi fa editing di foto, ma anche per chi fa video editing non scherza per niente. 

Si capisce subito che ci troviamo davanti a un monitor professionale grazie al fatto che c’è una bella “cappottina” che non serve per evitare i colpi di freddo al nostro prezioso schermo, ma per garantire la massima accuratezza del colore ed evitare i riflessi indesiderati. Oh yeah.
Ma in più ci sono tante piccole-grandi accortezze:
-Porte DVI-DL, HDMI 1.4 e DP1.2
-sovrapposizione al 99% con il gamut Adobe RGB
-controller OSD per cambiare spazi colore e altro (vedetevi il video)
-chip per la calibrazione hardware interna al monitor

Insomma, costa di più, ma è un gran bel monitor e se avete a disposizione o potete mettere da parte la somma, ve lo consigliamo.


Per ora abbiamo finito, ma può essere che in futuro aggiungeremo altri schermi da editing video alla nostra selezione. Restate sintonizzati e suggeriteci i vostri preferiti nei commenti!

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