il mito dei 24p e il look cinematografico

In questo nuovo post continuiamo a parlare di film look prendendo in esame un altro aspetto importante che riguarda in particolare i settaggi per i video delle macchine fotografiche. 

In precedenza avevamo spiegato come il colore sia una componente importante del look cinematografico, e come sia possibile ottenerlo usando le LUT per la color correction.
Oggi ci occupiamo di ragionare sul frame rate, sui miti che lo circondano e sul modo in cui questo parametro fondamentale influisce sulla percezione che abbiamo di un video.

Cosa è il frame rate

Il concetto di frame rate è piuttosto semplice da spiegare: il frame rate, spesso espresso in FPS (Frames Per Second) è il numero di fotogrammi che un dispositivo video cattura in un secondo. È una caratteristica che dipende dal tipo di macchina che usiamo, ma anche da una nostra scelta consapevole: la maggior parte delle videocamere e delle videoreflex permettono oggi di selezionare vari frame rate per ottenere diversi risultati in termini di percezione dell’immagine, e questo è un fattore molto importante da tenere in considerazione per ottenere il cosiddetto look cinematografico, ovvero quell’impressione di stare guardando un film, magari girato su pellicola, anche quando in realtà il girato proviene da una videoreflex.

Il frame rate nel cinema

Come molti sanno, il frame rate delle pellicole cinematografiche è normalmente di 24fps: l’immagine viene cioè catturata sulla pellicola 24 volte ogni secondo. Quello che non tutti sanno è che, a partire dalla nascita della cinematografia, i cineasti hanno fatto molte prove per comprendere quale fosse la frequenza di fotogrammi al secondo minima per ingannare l’occhio umano, ovvero per fare in modo che il cervello non notasse che l’immagine che vedeva proiettata sullo schermo non era una serie di fotografie che procedevano a scatti da un movimento all’altro, ma un continuo fluido. Un film, insomma.

Perchè tutto questo?
Perchè nel cinema la pellicola e il suo sviluppo sono sempre stati due dei componenti più costosi della produzione. Comprare e sviluppare pellicola non è uno scherzo quando si sta realizzando un lungometraggio, e contenere i costi è importante.

Il valore di 24fps quindi è in qualche modo arbitrario, ma dipende da una questione di contenimento dei costi e dalla fisiologia umana, e potremmo essere portati a pensare che girare a 24 frame al secondo, per noi che usiamo macchine digitali e non abbiamo (almeno fino a un certo punto: anche le schede di memoria costano) la necessità di controllare i costi dovuti alla pellicola, sia una inutile limitazione alla definizione e alla fluidità dell’immagine, ma non è così.
Il cinema è un’arte ormai ultracentenaria, e il nostro occhio è abituato a quel ritmo, quel tipo di scansione temporale delle immagini, ed è per questo che, quando si vuole ottenere un look cinematografico, si consiglia di usare quel frame rate.

Naturalmente c’è chi non è d’accordo, e ritiene che il frame rate sia solo una delle componenti che permettono di ottenere un’immagine cinematografica. James Cameron, il regista di Titanic ed Avatar, ritiene ad esempio che sarebbe meglio registrare a 48fps, come spiegato in questo video che cerca di smontare il mito dei 24fps:

Il motion blur nel frame rate a 24fps

Prima di derubricare la scelta del frame rate a semplice mania, però, vi invitiamo a guardare questo frame preso da I pirati dei Caraibi (è solo una delle molte immagini che mostrano il fenomeno prese da internet):
frame da pirati dei caraibi

L’immagine non è per niente definita, è mossa, eppure il film visto al cinema è perfettamente godibile. Ed è godibile proprio per l’effetto di movimento dato dai 24fps: quello che vedete si chiama motion blur, e fa sì che le immagini si allaccino l’una all’altra in maniera naturale, senza scattosità.

Insomma, se la scelta dei 24fps non è la più importante per ottenere il look cinematografico, non è certamente l’ultima da fare, e non è un mito.

 

 

 

 

3 commenti:

  1. Ciao. Purtroppo la mia Sony Alpha 3000 non ha il 24fps come opzione per il framerate, ma i miei progetti prevederebbero il girato di corti in puro stile cinematografico. La domanda è: si può ottenere lo stesso look girando a 25fps? So che il cinema look non dipende solo dal framerate ma anche dalla color correction (vedi LUT), dalla luce, dal saper sapientemente ridurre la profonditá di campo. Ma se quel fotogramma in meno è così importante, non c’è modo di ricreare il framerate di 24 in fase di video editing in modo da non perdere il look cinematografico in favore di quello televisivo?
    Paolo

    • Ciao Paolo, detta semplicemente: non è un problema così grosso. Potrebbero esserci problemi se devi trasformare il girato a 30p per esigenze particolari, ma in generale da 25 a 24 fotogrammi al secondo non c’è un abisso.
      Al limite puoi comunque andare dai 25 ai 24 fps nel tuo editor, ma se il lavoro è tutto consistente con il parametro dei 25p allora non è necessario in molti casi.
      Comunque aspetta uno dei prossimi articoli: ne parleremo più in dettaglio 🙂

      • Grazie di cuore. Lo aspetterò con impazienza. E rinnovo i complimenti per il vostro splendido sito. Un vero must per gli appassionati!!

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