Cos’è il time lapse e come si fa

Oggi parliamo di una tecnica a metà tra il video e la fotografia: niente di meglio per utilizzare le videoreflex, no? Si tratta del timelapse, e se non sapete cos’è continuate a leggere questo post.

Essendo questo post molto lungo preferiamo fornirvi un indice degli argomenti, in modo che possiate andare subito alla sezione che vi interessa. Cliccate su ciascun argomento per arrivare alla parte della pagina che vi serve:

Se avete bisogno di chiarimenti scriveteci un commento qui sotto, e saremo felici di darvi una mano a capire questa tecnica di ripresa affascinante e piuttosto semplice.

 

Che cos’è il time lapse

Il time lapse è una tecnica di ripresa, utilizzata in genere per documentare fenomeni che avvengono in tempi lunghi con cambiamenti impercettibili, che consiste nel registrare immagini a intervalli di tempo regolari e non continui, montandole successivamente in continuo.
Che significa? Significa ad esempio piazzare la propria telecamera o fotocamera davanti a un fiore nel momento della fioritura, scattando ad esso moltissime foto a distanza di alcuni secondi o minuti l’uno dall’altro (più o meno così, anche se questo è addirittura un hyperlapse che vi spieghiamo un’altra volta). Le immagini vengono poi “attaccate” una di seguito all’altra così da rendere visibili i cambiamenti molto lenti intervenuti.

Se volete un’altra definizione di timelapse provate a leggere Wikipedia, che lo spiega in questo modo:

La fotografia time-lapse (dall’inglese ‘time’: “tempo” e ‘lapse’: “intervallo”, quindi fotografia ad intervallo di tempo), o semplicemente time-lapse, è una tecnica cinematografica nella quale la frequenza di cattura di ogni fotogramma è molto inferiore a quella di riproduzione. A causa di questa diversità, la proiezione con un frame rate standard di 24 fps fa sì che il tempo, nel filmato, sembri scorrere più velocemente del normale.

Ma non c’è niente di meglio degli esempi per spiegare una cosa, in questo caso il timelapse. Ve ne proponiamo uno del Parco di Yellowstone, godetevelo un po’:

(più in basso trovate altri esempi di timelapse molto belli).

 

Il timelapse è usato dai fotografi e videomaker contemporanei soprattutto per descrivere fenomeni naturali (fatevi un giro su vimeo e troverete tantissimi video in timelapse molto belli) ma può essere utile nell’animazione, anche se forse sarebbe meglio definirla stop motion. In questo caso disegni fissi vengono modificati e ripresi attraverso una macchina fotografica (o altri sistemi che qui non stiamo a discutere), per creare un’illusione di movimento. Proprio come si fa nell’animazione tradizionale o nel cinema, quindi! La differenza è che spesso queste animazioni vengono “sporcate” ad arte per ottenere immagini un po’ tremolanti, che diano l’impressione di un video artigianale. Nella maggior parte dei casi non è così, credetemi: ci vuole molta tecnica, e molto tempo, per ottenere risultati del genere.

Eccone uno molto carino:

 

Come si fa un timelapse

Realizzare una ripresa con questa tecnica è piuttosto semplice, e i passaggi da fare sono questi:

eseguire le misurazioni di esposizione per riuscire a catturare il fenomeno che ci interessa: se ad esempio vogliamo riprendere l’alba potremmo essere interessati a passare dal buio completo ad una corretta esposizione per le luci del primo mattino. È importante lavorare completamente in manuale, se possibile
posizionare la fotocamera su un supporto stabile, che permetta di regolare messa a fuoco e valori di esposizione con facilità: un cavalletto solido è importante, così come è importante posizionarsi in modo che il vento non ci infastidisca. In questa fase bisogna anche curare l’inquadratura come se si facesse una normale ripresa video
calcolare tempi e intervalli di scatto corretti: li vediamo nella tabella sotto che può servirvi da guida, ma se possibile suggeriamo di effettuare delle rapide prove prima dello scatto vero e proprio per avere un’idea del risultato finale prima di partire con il timelapse
mettere a fuoco manualmente, considerando che quella sarà l’ultima volta che potremo regolare la messa a fuoco per tutto il tempo del timelapse
impostare il programma del timelapse e scattare: in genere le macchine fotografiche (e ormai anche gli smartphone) hanno tutte un software interno dedicato che permette di effettuare timelapse perfetti. Se la vostra non lo avesse potete usare un intervallometro (questo ad esempio va bene per macchine Sony)

Il resto lo faranno l’esperienza e la sensibilità che potete acquisire usando questa tecnica alcune volte.

 

Cosa serve per fare un timelapse

 

Per fare un buon timelapse vi serve prima di tutto una fotocamera

Può essere la fotocamera di uno smartphone, per cominciare, perchè ce ne sono alcuni che hanno buone lenti: usare uno smartphone inoltre vi potrebbe permettere di non tenere ferma la vostra videocamera principale per tutto il tempo necessario al timelapse. I vari iPhone e smartphone Android di fascia media o alta possono fare al caso vostro.
Usare uno smartphone vi permette di risparmiare sul cavalletto: essendo leggero, uno smartphone può essere posizionato su uno stand come questo, che trovate su Amazon a un prezzo bassissimo.
Potete anche approfittare di semplici apparecchi che permettono di effettuare timelapse panoramici, come questo Veho Muvi X-Lapse.

Tra le fotocamere a obiettivi intercambiabili potete scegliere mirrorless o reflex (ecco qui un articolo sulle migliori mirrorless e reflex).
Se propendete per una Canon date un occhio a questo post per capire quali app potete usare.
Se volete usare Sony potete usare la app ufficiale o varie app di terze parti sia per Android che per iOS.
Se avete macchine Panasonic (come la Panasonic LX100, ottima per i timelapse e compatta) o Nikon, invece, l’intervallometro è già presente all’interno della fotocamera.

Poi vi serve un treppiede

Un qualsiasi buon treppiede solido e di una marca nota è sicuramente perfetto per le vostre esigenze. Manfrotto (qui la gamma su Amazon) è un ottimo marchio, ma se vogliamo rimanere sul noto shop online vi possiamo suggerire questo semplice cavalletto, economico e ben costruito, della AFAITH.

Un altro accessorio che potrebbe esservi utile, specialmente per timelapse lunghi e con intervalli di scatto sufficientemente distanziati, è uno slider, meglio ancora se lo slider è motorizzato.

 

Anche dei filtri ND possono essere utili

Se scattate in condizioni di forte luce potreste trovarvi a dover usare tempi di scatto molto rapidi, e questo può pregiudicare la fluidità del timelapse. Un buon filtro ND ovvia a questo inconveniente. Ne abbiamo già parlato qui.

 

Una tabella per impostare gli intervalli di ripresa

La tabella che vi proponiamo è indicativa e serve ad avere un’idea di massima dei tempi e degli intervalli di scatto per ottenere un buon timelapse.

SoggettoTempo di esposizione
(secondi)
Intervallo tra scatti
(secondi)
Persone che camminano0,22
Traffico di auto0,11
Nuvole veloci0,11
Tramonti0,13-4
Sole senza nuvole0,15-20
Luna0,15-20
Ombre0,15-20

Il caso dei timelapse di stelle è leggermente diverso, e vi suggeriamo questo tutorial in merito.

 

Software per il timelapse

Il timelapse è una tecnica semplice, ma questo non significa che non ci siano metodi e strumenti che possono renderci il lavoro ancora più facile quando realizziamo un timelapse. Perchè in effetti può capitare che accostando molti scatti ci troviamo di fronte ad alcune problematiche. Tra queste c’è

 

Il flickering

Cos’è il flickering?
È lo sfarfallio dell’immagine sullo schermo di un televisore o di un computer. È causato da piccole variazioni del valore di esposizione delle singole immagini che compongono la sequenza.
Nel caso del timelapse il flickering può avere effetti molto dannosi sul risultato finale, e quindi esistono vari software che risolvono il problema del flickering.

Tra questi ne citiamo un paio. Il primo è MSU deflicker, un plugin che deve essere usato in associazione con virtualdub. La cattiva notizia è che installare e usare questi programmi è un po’ complicato, quella buona è che sono entrambi gratuiti.
Il secondo è LRTimelapse, disponibile in versione di valutazione gratuita, e poi a pagamento.

 

I software per il rendering del timelapse

Oltre al già citato virtualdub esistono altri software che permettono sostanzialmente di mettere insieme le varie immagini che catturiamo con una fotocamera.
Tra questi ci sono Photolapse, anch’esso gratuito, e VideoMach.

Ma se già usate Final Cut Pro o Premiere Pro non avrete bisogno di altro per realizzare i vostri timelapse.

 

Se possedete un iPhone o un iPod siete fortunati: a partire dalla versione 8 del sistema operativo iOS che muove questi apparecchi, la fotocamera comprende già un buon software per il timelapse. Ecco spiegato in un post come si fa un timelapse con un iPhone.

 

Esempi di timelapse fantastici

Quelli che vi proponiamo sotto sono solo alcuni bellissimi esempi di timelapse, e non vogliono esaurire le mille possibilità espressive di questa tecnica, ma servirvi da spunto per le vostre creazioni. Buon lavoro!

 

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