Il problema della luce dalle finestre

Eccoci qui a parlare di gamma dinamica, un’altra volta. No, non ci siamo confusi: semplicemente vogliamo raccontarvi di un modo piuttosto semplice con cui combattere una delle battaglie più difficili per un video maker: quella con i limiti tecnici di qualsiasi tipo di attrezzatura. E oltre a parlare di gamma dinamica, parliamo di finestre. 

Finestre belle grandi, di quelle da ufficio che prendono tutta la parete.

Immaginate di trovarvi in una situazione del genere nel corso di una vostra ripresa: state lavorando per un corto o un qualsiasi video istituzionale e dovete prendere il lavoro quotidiano in un grande ufficio, di quelli a cubicoli. Oppure no, immaginate di essere nella stanza del grande capo, quella con la scrivania in radica da 2 metri per 3.

La stanza è illuminata piuttosto bene grazie a dei bei fari che vi siete portati, ma tutta quella luce non basta a contrastare l’illuminazione proveniente dall’esterno, da quei finestroni di cui sopra. Fate una qualsiasi ricerca su Google e vi renderete conto della situazione. Vi piazziamo qui una foto, tanto per darvi un’idea.

La luce sullo sfondo è completamente bruciata

Come vedete dalla foto sopra siete fregati.

Avete un’esposizione corretta per la stanza, ma la luce proveniente da fuori è completamente bianca, senza alcun dettaglio. E voi volete proprio riprendere la scena inquadrando con i finestroni di sfondo, perché sono bellissimi, con quella vista sulla città.

A questo punto le scelte sono due:

1. Maledite la vostra macchina da “soli” 2000€ perché non riesce a garantirvi quei 20 stop di gamma dinamica che servirebbero per avere un super-dettaglio dalle Alpi all’Equatore (e nel frattempo dimenticate che comunque quella roba la dovete proiettare su uno schermo che di gamma dinamica ne ha ancora meno)

2. Vi comportate come un professionista. Ovvero trovate una soluzione

Le soluzioni del pro al problema dei finestroni

Diciamo che abbiamo preso questa situazione come un esempio di tutte le cose che possono andare storte, o che comunque non hanno una soluzione semplice, nel realizzare un video. Le soluzioni le prospettiamo dopo, ma quello su cui vogliamo concentrarci ora è un altro aspetto.

Il problema principale, quando si ha a che fare con qualsiasi tipo di macchina, che sia una Canon 700D da poche centinaia di euro o una Sony FS7 molto più costosa (ma potremmo metterci anche una VariCam 35) è che ogni macchina ha dei limiti, e che bisogna imparare a superare i limiti usando conoscenza, inventiva e – in definitiva – qualcosa che è al di fuori delle possibilità della macchina.

Questo è un blog che parla molto di tecnica e di specifiche tecniche, per cui non possiamo certo dirvi che qualsiasi videocamera va bene per qualsiasi cosa. Ma la “lezione” da imparare è che oltre alle semplici macchine c’è di più. Obiettivi, sistemi per muovere la camera, inquadrature adattate alle condizioni, tagli al momento giusto, accessori per lavorare sulla luce… Insomma: interessatevi alla gamma dinamica delle macchine, ma poi pensate anche a tutto il resto! E così sarà anche più divertente.

E ora via con le soluzioni

Non siamo certo in grado di darvi tutte le soluzioni possibili a questo problema di lavorazione, ma ve ne proponiamo qualcuna, proprio come viene.

La prima soluzione è quella classica (e costosa): dei bei filtri ND in rulli. Si tratta degli stessi filtri ND di cui parliamo qui, in pratica, ma la differenza è che sono in materiali più leggeri, hanno meno qualità e sono GROSSI. Li vendono a rulli, nei negozi specializzati di attrezzistica per il cinema. No, purtroppo che noi sappiamo non li noleggiano.

Il problema è che questi rulli costano un centinaio di € per un rullo sui 7m, e quindi considerato che non si riutilizzano molto spesso perché a un certo punto si rovinano, la spesa è sostanziosa.

Una seconda soluzione può essere quella di usare una rete molto fine: prendiamo della rete da zanzariera, la fissiamo in doppio strato sulla finestra, apriamo il diaframma (e nel frattempo, questa volta, montiamo un filtro ND sull’obiettivo) e via a riprendere con lo sfondo un po’ più sfocato ma meno fastidioso.

La terza soluzione che ci viene in mente? È un po’ stupida, e non molto funzionale: aspettare le nuvole! Possono fare molto per rendere un esterno molto scuro e ci tolgono il problema (anche se bisogna comunque pompare le luci artificiali all’interno).


Inutile continuare, no? Ci siamo capiti… Il punto del video making è proprio questo: trovarsi dei problemi di fronte, provare a risolverli e magari usare le soluzioni che troviamo per raccontare ancora meglio la storia che abbiamo in mente. Quando succede è una grande soddisfazione.

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