Illuminare una scena grazie all’IKEA

La scienza dietro all’illuminazione del vostro set è semplice, ma spesso procurarsi i soldi che servono per metterla in pratica non lo è altrettanto.
E allora c’è chi si ingegna, cerca soluzioni di fortuna, spende poco e ottiene grandi effetti: è quello di cui vogliamo parlare oggi.

 

Se volete una panoramica sugli articoli che abbiamo scritto finora sul tema della illuminazione del video, andate a questa pagina che li raccoglie tutti: partiamo dai concetti base per arrivare a qualcosa di più complesso.

 

Un video illuminante

Cominciamo guardandoci un video:

È un corto semplice, con una sola attrice nella scena principale, inquadrature fisse e un ottimo uso della luce. Il fatto che sia un horror aiuta parecchio, e il twist finale è a basso costo (e pure un po’ scontato, diciamocelo.

Quello che ci piace, però, è il modo in cui David Sandberg, autore e regista, ha usato i pochi mezzi a sua disposizione per girare la prima parte del cortometraggio. Si trattava sostanzialmente di qualche spicciolo e di semplice materiale IKEA.

Ecco il dietro le quinte del lavoro, e una spiegazione del modo in cui la scena nel corridoio senza fine è stata concepita usando un secchio della carta straccia, una lampadina a basso consumo e l’insostituibile gaffer tape (gli americani lo usano ovunque, e probabilmente è anche da qualche parte sulla stazione orbitale).

Il secchio lo conoscete tutti, le guide per il dolly (un nostro lettore ce ne aveva suggerito un altro qui, se non volete diventare matti a costruirvene uno per conto vostro) sono unite in modo geniale, e il tocco finale con la batteria da auto e il cavo accendisigari è fantastico. Ah, la luce usata è una semplice lampada a risparmio energetico con potenza equivalente a circa 500W. Il costo non è proprio elevato, no?

La scena è ripresa con una BlackMagic Cinema Camera, una videocamera a obiettivi intercambiabili in grado di girare in RAW e con un sensore Super 35mm. Ma non è così importante, e risultati simili li potreste ottenere con una qualsiasi buona mirrorless.

 

Insomma: ci vuole davvero poco per fare una buona illuminazione.
Quello che ci piace di questo esempio è che in qualche modo le ristrettezze del budget si sono messe assieme alla voglia di raccontare una piccola storia, condizionandosi a vicenda.
In sostanza qui troviamo un esempio quella cosa che prende i mezzi a disposizione e cerca di piegarli all’immaginazione per creare mondi con un semplice cestino per le cartacce. Parliamo di cinema!

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