Framerate: quello che dovete sapere

Il framerate è uno di quei parametri che quelli che cominciano a fare video si dimenticano sempre di settare, e anche uno dei più trascurati. Ma è davvero molto importante comprenderlo bene e ragionarci sopra con sicurezza PRIMA di incominciare a girare: anche se i programmi di editing video consentono di metterci una pezza, un settaggio corretto del framerate è un ottimo punto di partenza per qualsiasi video.

In questo articolo spieghiamo cosa è il framerate e come sceglierlo sulla base delle nostre esigenze.

Cosa è il framerate

Il framerate è il numero di fotogrammi per secondo di un filmato. Il concetto è molto semplice: in fase di registrazione (o anche in fase di riproduzione per alcune applicazioni che ora non ci interessano) si decide quanti fotogrammi per secondo la videocamera deve riprendere, ed ecco appunto il frame rate.
Abbiamo già parlato nel nostro articolo sui 24 fps del fatto che l’occhio umano può essere facilmente ingannato quando gli mostriamo una sequenza di immagini fisse, e che in sostanza il cervello riempie gli spazi vuoti tra una immagine fissa e l’altra percependo un movimento continuo.
C’è un limite minimo di fotogrammi al secondo (un limite minimo di framerate) sotto il quale il cervello non riesce a ricostruire gli spazi mancanti tra un frame e l’altro, intorno ai 12 frame al secondo, ma non è sufficiente stare sopra questa soglia per ritenersi soddisfatti.

I framerate disponibili sulle camere e i loro effetti

No, certamente non è sufficiente un solo framerate, altrimenti i produttori di videocamere non cercherebbero di aumentare sempre più quel numerino, quello che riguarda il numero di fotogrammi registrabili in un secondo da una data camera.
Oggi esistono mirrorless e compatte che riescono a raggiungere framerate di 120, ma c’è chi ha esagerato e ha infilato in una compatta un processore in grado di registrare a 960fps (frames per second). Si tratta della Sony RX100 Mark V: certo, il prezzo è quello che è e la registrazione a questo framerate può durare per circa 4 secondi con una risoluzione ridotta, ma a framerate più umani ma comunque incredibili fino a poco tempo fa (250fps?! 500?!!) si possono ottenere risultati che danno un tocco epico al nostro girato:

In ogni caso i framerate disponibili sono molti, e bisogna imparare ad usarli al meglio.

Scegliere il framerate giusto

Ecco qui un piccolo elenco di fattori da tenere in considerazione nella scelta del framerate: è molto semplice, alla fine dei conti.

Otturatore e fps

Per prima cosa, nella scelta del giusto framerate dovete partire da un altro parametro, quello della velocità dell’otturatore. Indicata con una frazione tipo 1/60s, la velocità dell’otturatore è un indicatore del tempo per cui il vostro otturatore rimarrà aperto per ciascuna cattura di un’immagine.
È abbastanza semplice: poniamo di avere una velocità dell’otturatore di 1/60 di secondo: questo significa che per ogni secondo potrete catturare un massimo di 60 frame.

Ma c’è di più: la regola è quella di raddoppiare il valore di velocità dell’otturatore rispetto a quella del framerate. Per fare un esempio, se impostate un framerate di 24fps, dovete avere una velocità dell’otturatore di 1/48s, approssimabile a 1/50 o 1/60 di secondo.
Questo comporta il fatto che per avere una corretta illuminazione della scena dovrete impostare anche gli ISO o l’apertura del diaframma per la giusta esposizione. Parleremo più estesamente di questo aspetto e della tripletta fondamentale del video in un altro articolo, ma per ora vi diciamo che potete basarvi sull’indicazione fornita dall’esposimetro della vostra macchina, una cosa simile a questa:

Esposimetro di una macchina fotografica

L’esposimetro deve stare di base vicino allo 0 per evitare sovra o sottoesposizioni.

È molto interessante il motivo per cui si raddoppia il valore della velocità dell’otturatore rispetto al framerate, ed è in buona parte una convenzione legata al nostro modo di vedere, ma la lasciamo per un altro pezzo.
Per ora tenete questi valori come buoni.

 

La pianificazione

La seconda cosa da fare è pianificare: è importante che abbiate il controllo del framerate e che lo scegliate prima dell’inizio di ogni singola ripresa perché poi le cose diventano più difficili in post produzione (come vedremo sotto) e soprattutto i risultati non saranno ottimali se non avete in mente già prima di riprendere quello che volete fare quando avete finito la ripresa e vi trovate davanti al computer.

Dovete quindi scegliere un framerate di base, quello a cui il vostro video sarà riprodotto sullo schermo, e dovete tenere a mente questo valore per tutte le vostre riprese relative al singolo progetto.

Ecco un rapidissimo specchietto per scegliere questo framerate fondamentale, da cui discende il resto

24fps → per tutto quello che è “filmico”. State girando un corto o un documentario? Scegliete questo framerate
30fps → se state realizzando qualcosa che dovrà essere trasmesso in televisione. Non sul televisore, proprio in televisione

 

E poi c’è la pianificazione per lo slow motion e la manipolazione del tempo.
Probabilmente sapete cos’è lo slow motion, ma lo ribadiamo: si parla di slow motion quando si riproduce a una velocità più lenta del normale qualcosa che abbiamo registrato.
Lo slow motion è in grado di aiutarci in molti modi nel racconto di quello che abbiamo davanti, e conferisce drammaticità alle scene. Inoltre, se abbiamo del girato non proprio perfetto dal punto di vista della stabilità, magari perché non avevamo una steadycam a portata di mano, lo slogo è un bel trucchetto.

Per farla breve, quando sappiamo che vorremo probabilmente usare parte del girato in slow motion, conviene che registriamo a un framerate più elevato, se la nostra camera ce lo permette: 48 o 60fps sono già una bella cosa, se poi si arriva a 90 o 120 l’effetto è ancora più drammatico e impressionante.
Ah, un suggerimento: non fatevi prendere troppo la mano dallo slow motion e non infilatelo in qualsiasi ripresa facciate. A volte è un po’ stucchevole…

Altra cosa (meno comune e utile) che si può fare è lavorare al contrario: riprendere a un framerate più basso di quello di base e poi velocizzare nel nostro programma di editing. Ad esempio partire da 12 fotogrammi al secondo, e in seguito velocizzare per arrivare alla velocità di base. Si otterrà un effetto “tipo comiche” con il movimento velocizzato, o qualcosa di molto molto simile agli hyperlapse e ai time lapse.

 


 

In un altro articolo parleremo di come manipolare il framerate per ottenere risultati interessanti, e di come sistemare le cose se avete fatto qualche pasticcio: ci sono gli strumenti, anche se non sempre funzionano benissimo.

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