Focus by wire: un problema per i video

Se avete mai provato a fare video con certi obiettivi di certi marchi, vi sarete sicuramente resi conto che c’era un problema con la messa a fuoco manuale: è diversa, difficile da controllare, imprevedibile… Parliamo di focus by wire.

In questo articolo cercheremo di capire cosa è il focus by wire, perché è un problema, e come risolverlo. Almeno in parte.

La messa a fuoco “by wire”

Prima di tutto capiamo cosa è il focus by wire, e lo facciamo confrontandolo con la messa a fuoco tradizionale.
Se vi capita di avere per le mani certi obiettivi con la finestrella di indicazione della distanza di messa a fuoco (come il Canon EF 50mm f/1.4 che vedete nella foto) o un qualsiasi obiettivo manuale, provate a guardare cosa succede ai segni che indicano a che distanza state mettendo a fuoco mentre girate la ghiera di messa a fuoco: lo spostamento è lineare riproducibile.

Con i termini “lineare e riproducibile” vogliamo indicare il fatto che una rotazione di un certo angolo ha sempre un effetto di spostamento del fuoco di una certa distanza, e che avendo una minima manualità possiamo riprodurre il cambiamento di fuoco due o più volte, alla stessa velocità (chiaramente con un minimo di approssimazione).

Questo succede perché gli obiettivi di tipo tradizionale, che siano manuali o meno, hanno un accoppiamento meccanico tra anello di messa a fuoco e parti dell’obiettivo che si spostano. In pratica dentro al tubo dell’obiettivo c’è un altro tubo lavorato che agisce in connessione con un perno e degli ingranaggi collegati per trasmettere il movimento direttamente, in modo meccanico, dall’anello di messa a fuoco ad una o più lenti dell’obiettivo.
In questo modo, quando giriamo l’anello stiamo spostando fisicamente le lenti.

Gli obiettivi con il meccanismo di messa a fuoco chiamato focus by wire, invece, lavorano in maniera molto meno artigianale. L’anello di messa a fuoco serve per comunicare al processore della macchina che si vuole spostare la messa a fuoco in avanti o indietro, e a quel punto è la macchina stessa attraverso il suo motore a spostare le lenti.

Cosa comporta tutto questo?
Beh, in linea di massima non dovrebbe succedere niente di particolare, se il computer della macchina fosse programmato per avere una risposta lineare o comunque prevedibile al movimento dell’anello di messa a fuoco (tra parentesi, questo succede con l’85mm f/1.2 L di Canon).
Il problema è che nella maggior parte dei casi il focus by wire aggiunge un’altra variabile alla messa a fuoco manuale: la velocità. Più veloce si gira l’anello, più ampio sarà lo spostamento del piano di fuoco a parità di angolo di rotazione.

Per capirci: se girate l’anello di 20° (tanto per fare un esempio) lentamente, avrete un piano di messa a fuoco che si sposta di 20cm. Se girate l’anello sempre di 20°, ma più velocemente, lo spostamento del piano di messa a fuoco potrebbe essere di 1 metro, o 2 metri…

Succede quindi che ci troviamo di fronte a un sistema che non riusciamo a pilotare al meglio, perché si aggiunge una variabile da controllare alla nostra azione, e quindi abbiamo più difficoltà a riprodurre con costanza i risultati che vogliamo ottenere in termini di messa a fuoco.

Perché il focus by wire?

Piccolo inciso: ma perché i produttori hanno deciso di usare questo sistema che è apparentemente scomodo? I motivi sono molti, e forse ne dimentichiamo qualcuno.

Si può dire in primo luogo che un sistema di messa a fuoco di questo genere consente di ridurre le dimensioni, ma anche di abbassare i costi: impostare la messa a fuoco via software vuol dire avere meno a che fare con processi produttivi di componenti meccanici complessi che hanno tolleranze ridotte. Questo significa minore scarto, meno manodopera qualificata e in definitiva profitti più alti per i produttori.

Ma c’è altro: il focus by wire permette maggiore velocità di messa a fuoco anche su elementi ottici pesanti. Insomma, voi che usate l’AF: è tutta colpa vostra! 😉

Come risolvere il problema del focus by wire

Ora che sappiamo che quello del focus by wire può essere un bel problema per chi fa video, cerchiamo le soluzioni.

Scegliere il sistema e gli obiettivi giusti

Soluzione un po’ troppo semplice, vero? Ma è anche la soluzione migliore, se volete fare video.

Ci sono alcuni produttori che non hanno del tutto abdicato a questo sistema di messa a fuoco: il primo che viene in mente è Olympus, che con la sua gamma di obiettivi Pro ha inventato la classica soluzione che salva capra e cavoli. La ghiera di messa a fuoco ha infatti un meccanismo a scatto per cui spingendola indietro rispetto all’asse dell’obiettivo la si imposta per ottenere una messa a fuoco manuale lineare, più tradizionale, mentre spingendola in avanti si accede ai vantaggi del focus by wire.

Anche Panasonic ha nella sua gamma alcuni obiettivi che offrono una risposta lineare alla rotazione dell’anello di messa a fuoco (giusto per fare un esempio, il 15mm f/1.7 Summilux).

Sony invece dà qualche grattacapo in più, così come Canon che sta progressivamente facendo uscire solo obiettivi fly by wire. Queste case però cominciano a far uscire anche prodotti di livello alto con un display che mostra la distanza a cui stiamo mettendo a fuoco e anche l’intervallo di distanze entro cui i nostri soggetti possono essere considerati a fuoco. Questo in particolare avviene con gli obiettivi Zeiss Batis con attacco Sony E come lo Zeiss Batis 85mm f/1.8 mostrato nella foto qui a fianco. Un obiettivo non certo economico, ma che ha grandi qualità ottiche e pure questa caratteristica in più. Purtroppo questa funzionalità non è risolutiva in ambito video, ma in qualche modo aiuta.

Guardate agli obiettivi manuali

Se ne avete la possibilità e non avete bisogno anche dell’autofocus potete scegliere degli obiettivi manuali, e forse questa è la scelta migliore che possiate fare. In particolare perché gli obiettivi manuali – e ancora di più gli obiettivi cine – hanno una corsa più lunga, in media, e questo permette una scelta migliore del fuoco e transizioni più delicate.

Esistono ormai un sacco di obiettivi manuali che hanno attacchi pensati per le mirrorless: si parte dagli economici Samyang, che hanno anche la loro versione “Cine” (nel link un 35mm T1,5) per arrivare agli obiettivi cine veri e propri, che hanno anche altre caratteristiche molto vantaggiose. Ma forse questi è meglio noleggiarli e basta, perché i costi sono di tutt’altro livello…

Esistono anche molti vecchi obiettivi manuali che possiamo adattare alle nostre macchine moderne, e alcuni di essi sono davvero buoni. Quasi tutti, poi, sono ottimi nelle possibilità di messa a fuoco manuale che offrono: d’altronde sono nati per quello!

Usare il follow focus

Qui ci troviamo nella situazione “ho comprato obiettivi senza pensare al focus by wire e sono fregato”, anche se il follow focus può essere utile SEMPRE.

Un buon follow focus – e questo è il minimo a cui guardare per non spendere troppo ma avere risultati almeno discreti – offre maggiori possibilità di controllo della velocità di rotazione e dà anche più possibilità di ruotare con gradualità l’anello. In più un follow focus come quello linkato qui sopra ha dei blocchi della rotazione, che se si fa molta attenzione alla velocità con cui giriamo la manopola aiutano ancora di più.


In conclusione, il focus by wire è quasi una evoluzione naturale del modo in cui si sta evolvendo il mondo della fotografia, e questo è un problema per chi fa video usando mirrorless e videoreflex. Ma ci sono delle soluzioni che prevedono l’uso di accessori, l’esercizio continuo e lo studio dell’attrezzatura che possediamo e di quella che è meglio acquistare.

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