DJI Ronin-S: un peso massimo nel settore dei gimbal

Una delle prime novità che arrivano dal CES, fiera dell’elettronica di consumo che si svolge a Las Vegas, è un gimbal da DJI: si chiama Ronin-S e sulla carta ha delle caratteristiche che ce lo faranno attendere con impazienza. E c’è pure un nuovo fratello minore.

Il CES è una tra le fiere più importanti nel settore dell’elettronica, e anche in ambito video le varie case ci tengono a fare annunci interessanti.

Aggiornamento per chi avesse fretta: il Ronin-S è disponibile sul sito ufficiale di DJI. Cliccate qui per l’ordine (ci sarà da fare un po’ di coda…).

Due gimbal da DJI: Ronin-S e Osmo 2

DJI, che produce il Mavic Pro e altri droni, oltre che uno stabilizzatore cardanico molto famoso, il Ronin-M, negli ultimi anni si è focalizzata sulla produzione di dispositivi per stabilizzare le riprese.

Nella sua linea di stabilizzatori a manico singolo (il Ronin-M è invece a doppio manico) c’erano già alcuni prodotti interessanti, e ci riferiamo in particolare alla linea Osmo, che offre dei gimbal per smartphone ben fatti ed efficaci, oltre a degli stabilizzatori con telecamera integrata.

Tra questi ci sono anche Osmo Pro e Osmo RAW, gimbal con sensore m43 (stesse dimensioni dei sensori montati su macchine Panasonic e Olympus, per intenderci) che portano il discorso a un livello superiore.
Hanno attacco m43 per obiettivi intercambiabili, una bella gamma dinamica e, nel caso dell’Osmo RAW, la registrazione in CinemaDNG RAW con bitrate variabile massimo di 2.4Gbps. Insomma, strumenti professionali per usi specialistici.

Era strano che DJI non si buttasse a capofitto nel settore dei gimbal per mirrorless e DSLR, ed ecco che infatti è arrivato il DJI Ronin-S.

Ronin-S, il migliore dei gimbal possibili?

Beh, è francamente troppo presto per dire se questo sia un ottimo gimbal o meno, ma siamo quasi pronti a togliere il punto di domanda al titolo di questo paragrafo basandoci su due fatti principali.

Il primo è che in questi anni DJI non ha mai deluso: prima è entrata nel settore dei droni, rivoltandolo come un calzino e portando a molti operatori la possibilità di apprendere nuove professionalità senza spendere decine di migliaia di euro.

Poi ha deciso di creare un drone piccolissimo, il Mavic Pro, con una qualità comunque molto buona. Ed è stato un altro successo.
Per non parlare del Ronin-M, che pur nella sua pesantezza e nella scomodità di alcune regolazioni è un gimbal di riferimento per produzioni a basso costo. 

Il secondo fatto che ci fa ben sperare è che DJI ha tutte le conoscenze necessarie in casa per creare qualcosa di interessante: come visto, di gimbal ne ha fatti tanti, e questo sarebbe la ciliegina sulla torta di un percorso iniziato già tempo fa. Con la pretesa di andare ad insidiare direttamente ZhiYun e il suo Crane 2, gimbal nuovo e che dovrebbe avere tra le sue caratteristiche principali quella di offrire un modulo per il follow focus (anche se finora c’è stato qualche problema nell’integrazione del meccanismo con i sistemi di messa a fuoco dei vari marchi).

Caratteristiche del Ronin-S

Ma ora arriviamo al dunque: le caratteristiche di questo nuovo gimbal, il DJI Ronin-S.

La prima tra le caratteristiche che saltano all’occhio è il posizionamento del braccetto di bilanciamento: a differenza che in molti altri gimbal non ostruisce lo schermo, e questo è molto importante. È sicuramente un aspetto vincente rispetto ai gimbal ZhiYun, e date le esperienze di altri produttori (ad esempio il Nebula 5100 Slant) non dovrebbe dare problemi eccessivi di maneggevolezza.

Notevole il fatto che il Ronin-S si possa staccare dall’impugnatura

Altro aspetto interessante è quello della modularità. Nella foto potete vedere quello che è molto probabilmente un modulo con rotella per la messa a fuoco non dal barilotto dell’ottica. Bisogna vedere se DJI riuscirà a farsi “prestare” da Panasonic e Sony (con Canon non ci dovrebbero essere problemi, come lo ZhiYun Crane 2 insegna) la possibilità di comunicare con i loro sistemi di messa a fuoco, ma la cosa sembra promettere bene.

In più, da presentazione ufficiale, sembra che il Ronin-S sia pronto ad accogliere aggiuntivi di vario genere: microfoni, trasmettitore wireless per comando a distanza, luci LED aggiuntive…
E sempre nell’ambito della modularità, è intrigante l’idea che il modulo stabilizzatore del Ronin-S si possa staccare dall’impugnatura per posizionarlo su altri apparecchi (chissà, magari su un drone).

Nella foto sono descritti i vari moduli con cui il Ronin-S potrebbe essere integrato

Ronin-S: prezzo e commercializzazione

Ancora non si sa quale sarà il prezzo del Ronin-S, ma le stime che abbiamo trovato in rete concordano nel dire che almeno inizialmente si posizionerà ad un livello appena superiore a quello dello ZhiYun 2: spesso DJI ha aggredito il mercato con prezzi molto concorrenziali, ma comincia ad avere un marchio ben riconoscibile da parte dei video maker, e potrebbe voler monetizzare la cosa. E poi ci pare che – almeno sulla carta – questo gimbal valga parecchio.

Non si hanno date certe riguardo la vendita del Ronin-S, ma ci sono scadenze piuttosto vaghe: sarà probabilmente messo in commercio a partire dalla seconda metà del 2018. Mettiamoci quindi comodi e aspettiamo! 

Ok, ecco un aggiornamento: il DJI Ronin-S è disponibile, e potete preordinarlo QUI, sul sito ufficiale di DJI. Il prezzo è interessante e le spese di spedizione sono incluse.

 

E il fratello minore?

No, non ce ne siamo dimenticati. È che siamo entusiasti per il Ronin-S!

Interesserà molto i produttori di contenuti via smartphone, l’Osmo Mobile 2: si tratta infatti di un nuovo gimbal per smartphone, nuova edizione dell’Osmo Mobile (che ora inevitabilmente vedrà il suo prezzo calare, ed è un bene).

Pesa meno di 500g, ha una durata massima di 15 ore e un sacco di funzioni interessanti, tipo live tracking, possibilità di fare hyperlapse, posizionamento in orizzontale – ok – e in verticale – what?! – dello smartphone.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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