DJI Mavic Mini: dove potrà volare?

Siccome ci sono arrivate un paio di domande sul nuovo DJI Mavic Mini (link all’articolo che lo annuncia) abbiamo deciso di raccogliere le idee per capire dove potrà volare, e vi assicuriamo che non è una cosa semplice.

Sì, perché ci sono in ballo due regolamenti diversi e una serie di piccole definizioni da tenere a mente per essere perfettamente in regola e non rischiare una multa (o di fare qualche danno).

In linea di massima i regolamenti per i droni sono pensati per evitare incidenti e danni a persone o cose, ma nella situazione di transizione in cui ci troviamo rischiamo seriamente di non capire bene. Leggetevi questo articolo per avere un’idea più precisa di dove poter far volare il Mavic Mini!

Dove comprarlo?
Al momento (5 novembre 2019) il DJI Mavic Mini è in preordine su vari siti. Vi consigliamo di prenotarlo da uno di questi:
-store autorizzato DJI in Italia: qui
-da Amazon, con spedizione Amazon: qui

La data fatidica: 1 luglio 2020

Il primo luglio 2020 è una data importante per chi pilota droni o vuole farlo: in quel momento infatti entrerà in vigore il regolamento europeo per i droni anche in Italia (in altri paesi è già stato applicato). Da quel momento saremo soggetti a una nuova classificazione per i droni.

Come va fino al luglio 2020?

Fino a quella data, però, è in vigore nel nostro paese un regolamento diverso, che prevede norme più restrittive.

Prima di tutto, per i droni viene fatta una distinzione sulla base dell’uso: c’è infatti un uso ricreativo e un uso professionale. Non c’è quindi una distinzione basata sul peso (bisogna però rimanere all’interno dei 25kg di peso).

Nel primo caso chi pilota questi piccoli droni non deve rispettare nessun requisito specifico. Può far volare il suo drone fino a 70 metri di altezza dal suolo e ad una distanza massima di 200 metri da sé, e non può portarlo sopra persone e vicino a edifici o altre strutture costruite dall’uomo. Valgono poi i divieti relativi agli spazi aerei: bisogna quindi stare lontani da aeroporti e spazi aerei, da zone regolamentate e da quelle vietate dai regolamenti di pubblica sicurezza.
I droni usati in modo ricreativo non devono usare i paraeliche.

In caso di uso professionale il Mavic Mini risponde anche alla definizione di drone intrinsecamente non offensivo: non è più veloce di 60km/h e può essere dotato (e deve essere dotato) di paraeliche.
Questo aspetto interessa di meno gli utenti che vogliono solo divertirsi con il drone, perché per volare come utenti professionali bisogna avere il manuale di volo e un’assicurazione. In questo caso però si può volare in città su zone senza assembramenti di persone. Valgono sempre le limitazioni relative agli spazi di volo e di pubblica sicurezza.

E dopo il 30 giugno 2020?

Da quella data, come detto, molte cose cambieranno perché l’Italia si adeguerà al regolamento europeo sui droni e avremo una nuova classificazione basata anche sul peso degli UAS (Unmanned Aerial Systems, ovvero i droni).

La categoria che ci interessa mettere in evidenza qui, nel caso del DJI Mavic Mini, è quella dei droni di classe A1C0.

Per far parte di questa classe il drone deve pesare meno di 250 grammi (e senza eliche ci siamo), deve avere una velocità massima inferiore ai 19m/s (e anche qui il Mavic Mini rispetta il requisito) e raggiungere altezza massima di 120m.
Il Mavic Mini può raggiungere i 500 metri (ma questa altezza massima può essere limitata).

C’è poi il punto riguardante le eliche, che devono essere protette o comunque inoffensive quando si impatta su un ostacolo. Però se si installano i paraeliche, per rispettare questo punto, si superano i 250 grammi di peso massimo…

E allora?
Allora viene in soccorso l’articolo 20 del regolamento europeo, che presenta una sottoclasse A1C0 che comprende tutti i droni marchiati CE e con un peso inferiore a 250g.
Questi droni potranno volare senza dover far fronte alle limitazioni di cui sopra.
Colpo di scena!

Quindi anche senza paraeliche e senza il limite dei 120 metri di altezza, il Mavic Mini potrà volare come drone classe C0.

Ricapitolando…

Oggi si può usare il Mavic Mini per “divertimento” (cioè al di fuori di un contesto professionale) senza aver bisogno di registrare il drone o di ottenere un patentino, a patto che si rispettino i limiti di zone, si voli lontano da centri abitati e costruzioni, non si sorvolino persone.

Dal luglio 2020 si potrà volare anche su persone non assembrate e in città, sempre che non ci siano limitazioni di spazio aereo in questo senso. Bisognerà eventualmente assicurarsi (se ENAC prevederà un’assicurazione) e registrarsi sul portale d-flight. In quest’ultimo sito si troveranno anche le aree in cui non si può volare.

Insomma la nuova regolamentazione europea garantirà più possibilità di volo con il Mavic Mini, ma speriamo che questo non porti a un uso indiscriminato dei droni di piccole dimensioni: questo potrebbe certamente comportare un inasprimento delle regole, con un nuovo cambio nelle leggi collegate.

Quindi: viva i droni, ma usateli sempre conoscendo le regole e soprattutto usando la testa!

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