Cuffie da montaggio: quello che c’è da sapere

Le cuffie possono essere un ottimo alleato in sala di montaggio, e se volete lavorare in tranquillità sentendo bene i suoni e rimanendo immersi nel vostro progetto, possono essere un ottimo acquisto.

In questa guida alle cuffie da montaggio vi suggeriamo qualche buon modello e come al solito vi spieghiamo quali sono i criteri da tenere in considerazione, così poi la scelta la potete fare anche da soli!

Cuffie: come sceglierle

In alcuni casi delle buone cuffie sono un lusso che non è poi così necessario, in altre occasioni invece no, sono quasi fondamentali: immaginate di avere dei vicini rompiscatole, o di lavorare in ambienti condivisi, e di voler sentire bene quello che viene fuori dai vostri file.
Ci siamo capiti?

Ecco che le cuffie in questi casi sono importantissime.

Ma ci sono un sacco di cuffie diverse per usi diversi. Vi suggeriamo di leggere bene le varie parti che compongono questa guida, ma intanto vi diamo un primo suggerimento: quando scegliete delle cuffie guardate se c’è qualche dicitura che ne indichi l’utilizzo. Ad esempio vi potreste trovare di fronte a delle cuffie da DJ (non vanno bene), delle cuffie per ascolto (vanno benino, a volte) o infine delle cuffie da monitoraggio.

Queste ultime sono quelle più adatte ai nostri scopi, e vediamo subito perché.

Le cuffie da monitoraggio

A volte le chiamano cuffie da montaggio, a volte cuffie da monitoraggio, ma la caratteristica che contraddistingue questo tipo di cuffie dovrebbe essere sempre quella: hanno un profilo di frequenze piuttosto neutro.

Se prendiamo ad esempio delle cuffie da DJ, che vi sconsigliamo, ci troveremo di fronte a degli apparecchi che pompano di più i bassi sacrificando le alte frequenze. Questo perché chi fa musica da discoteca (che termine vecchioooo!) ha in qualche modo bisogno di sentire bene i bassi per capire che risultato darà il suono in un’area ampia.

Le cuffie da montaggio invece devono essere equilibrate, non far spiccare artificialmente certe frequenze rispetto ad altre. Ma attenzione: questo non significa che debbano essere “piatte”. Essendo degli apparecchi da posizionare sulle orecchie, e che devono suonare (e quindi comprimere e decomprimere l’aria) in uno spazio ristretto, la curva delle frequenze deve essere modellata per dare un suono neutro.

Cuffie aperte o chiuse

Parlando di cuffie a volte salta fuori la distinzione tra cuffie aperte e cuffie chiuse, e potrebbe apparire difficile capire cosa siano delle cuffie chiuse…

In realtà il discorso è molto semplice: le cuffie chiuse sono delle cuffie che isolano maggiormente dai suoni esterni rispetto alle aperte, sia nel senso della ricezione (e quindi quando le metterete sentirete meno disturbi) sia nel senso della trasmissione (e quindi chi sta intorno a voi sentirà meno quello che state ascoltando.

Meglio aperte o chiuse?
È molto difficile rispondere a questa domanda! Per salvarci potremmo dire che delle buone cuffie sono meglio di cuffie fatte male, a prescindere dal tipo. Ed in effetti questa è una verità, anche se molto banale: purtroppo definire la qualità di un paio di cuffie è cosa che si fa meglio provandole, e non c’entra specificamente questa caratteristica.

Possiamo dire però che le cuffie aperte hanno quella che viene definita una maggior spazialità, ovvero suonano più “ariose”, permettono di percepire meglio la provenienza dei suoni e così via. È una caratteristica difficile da comprendere se non la si prova.

La scelta comunque va fatta soprattutto in base alle vostre esigenze di ascolto: se siete in un luogo molto rumoroso e/o non volete disturbare minimamente i vostri vicini, scegliete delle chiuse. Se invece avete più libertà forse le cuffie aperte sono la scelta migliore.

Ecco vari modelli di cuffie, sulla sinistra di ciascuna coppia ci sono quelle di tipo aperto, con il padiglione che non ha una copertura completa ma una sorta di retina

I valori da guardare

Quando scegliete le migliori cuffie per le vostre esigenze dovete guardare ad alcune piccole cose. A volte si tratta di valori numerici, a volte di particolari costruttivi. Facciamone un piccolo elenco.

Risposta in frequenza

Questo valore si misura in Hertz, ed è rappresentato da un intervallo di frequenze che le cuffie sono in grado di riprodurre. In linea di massima l’orecchio umano è in grado di recepire suoni che hanno valori tra i 20 e i 20000 Hz. Quindi delle cuffie che coprano questo intervallo di frequenze vanno bene, ma se ce n’è di più è meglio! Diciamo che però questo non è un valore che ha effetto diretto sulla qualità del suono riprodotto dalle cuffie, e non è così fondamentale.

Impedenza delle cuffie

Questo può essere invece un aspetto molto importante. Parliamo di impedenza, che si misura in Ohm (Ω) ed è il rapporto tra la tensione applicata a un circuito e l’intensità della corrente che può passare al suo interno. L’impedenza cambia con la frequenza, e l’impedenza delle cuffie è un valore misurato per convenzione a 1000Hz.

Se non vi interessa l’elettrotecnica sappiate semplicemente una cosa: se avete valori di impedenza elevati ma dispositivi che non hanno grande potenza, vi servirà un pre amplificatore per sfruttare al meglio le cuffie e non sentire i suoni troppo bassi.
Di base diciamo che cuffie con impedenza fino a circa 50Ω vanno bene sempre, se volete arrivare sopra (fino a 150Ohm circa) dovrete prendervi una scheda audio da montare sul computer.

Sensibilità e potenza in ingresso

Altri valori che vorrete conoscere (oppure fidatevi dei nostri consigli, che mettiamo sotto!) sono quelli della sensibilità delle cuffie e della loro capacità di sostenere potenza.

In pratica più le cuffie sono sensibili – e questo valore si misura in dB – più riescono a riprodurre il suono ad alto volume senza distorcerlo. Diciamo che se siamo a una sensibilità di 85dB siamo ok, se il valore è più elevato (le cuffie da ascolto Hi Fi arrivano anche a 110dB o più) meglio ancora.

Anche la potenza in ingresso è un valore che riguarda la capacità della cuffia di suonare “forte”, perché è la potenza massima che le cuffie sono in grado di sostenere senza andare in distorsione.

Sono parametri che danno un’idea della qualità assoluta di un paio di cuffie? Ancora una volta, no: servono solo per darci un’indicazione di quanto possano suonare forte.

Curva di risposta in frequenza

Ecco qui un grafico che mostra la curva di risposta in frequenza di un paio di cuffie:

In ascissa (la parte orizzontale) ci sono i valori di frequenza, che sono un modo di descrivere il suono: più la frequenza è alta, cioè sul lato destro, più il suono è acuto. A sinistra ci sono le basse frequenze, cioè i bassi.
In ordinata (la parte verticale) ci sono i dB, l’intensità del suono.

Questo tipo di grafico funziona abbastanza bene, se avete un occhio allenato, nel capire come un certo paio di cuffie si comporterà nell’uso, e quale sarà la sua funzione migliore.

Guardate ai cavi!

Un ultimo consiglio nella scelta delle migliori cuffie: guardate al cavo con cui le collegherete al vostro apparecchio!
Non è certamente un test scientifico, ma comincia a darvi un’idea della qualità delle cuffie che vi trovate di fronte.

Questo modello di Sennheiser ha un sistema interessante per rimuovere il cavo in maniera facile

Facciamo un esempio molto semplice, giusto per capirci: quelle che vedete di fianco sono le Sennheiser HD380 Pro, delle buonissime cuffie da studio che hanno un prezzo molto buono per la qualità che offrono e per le finiture che hanno.
Rispetto al modello inferiore nella stessa gamma danno la possibilità di rimuovere più semplicemente il cavo dal padiglione (tra l’altro con un sistema che impedisce il distacco accidentale del cavo, molto intelligente). Per una manciata di Euro in più offrono una migliore qualità del suono rispetto alle HD280, un migliore comfort dei padiglioni, e in più – soprattutto! – se si rompe il cavo potete sostituirlo facilmente.
Il bello delle cuffie di livello più alto è che offrono delle piccole soluzioni per facilitarvi le cose, e tra queste c’è la completa sostituibilità del cavo: il punto di attacco di quest’ultimo al corpo delle cuffie è una delle zone più sollecitate, e quindi potrebbe essere il primo a rompersi.

Naturalmente quello del cavo è solo un esempio, e ci sono ottime cuffie con cavo integrato, ma ci pare molto indicativo del metodo da usare quando si scelgono delle cuffie: oltre ai dettagli più tecnici di cui abbiamo parlato sopra, guardate anche alle scelte costruttive, alle piccole cose che possono fare la differenza quando usate un oggetto per molte ore in lunghe sessioni di montaggio.

 

Le migliori cuffie da studio (secondo noi)

Dopo tutto questo lungo discorso, eccoci a farvi un breve elenco di cuffie da studio, da montaggio, che ci sembra una buona idea consigliarvi. Attenzione, qui non vogliamo mettere le migliori cuffie da studio del mondo, a qualsiasi costo.
Ci rendiamo conto che per chi fa video la qualità dell’audio nel momento dell’editing è importante, ma non è così fondamentale come per i patiti degli impianti ad alta fedeltà del suono… Quelle che trovate in questo elenco sono le cuffie che riteniamo migliori a un prezzo ragionevole, che raggiunge al massimo i 180€ per i modelli più belli.
Siamo convinti comunque che anche spendendo molto meno – e alcune cuffie economiche, o quasi, le trovate tra quelle che consigliamo – si possano ottenere risultati fantastici, e avere a disposizione delle cuffie che vi permetteranno di lavorare bene, senza affaticare le orecchie e avendo qualità del suono.

 

AKG K240 Studio

Queste sono le cuffie che vi consigliamo per prime, e lo facciamo con un preciso intento: se non avete tanti soldi da spendere e non volete perdere troppo tempo scorrendo questa guida, prendetele. Vi faranno felici.
Si tratta di ottime cuffie semiaperte (leggete sopra per saperne di più) che per il prezzo a cui sono proposte sono davvero eccezionali. Molto probabilmente si trovano a prezzo così basso su Amazon perché ne è uscito un modello nuovo, ma chi se ne importa… Suonano davvero bene, con qualità su tutte le frequenze, e le Mark II hanno solo un paio di padiglioni di ricambio in più…

La qualità costruttiva è ottima, con i padiglioni belli larghi che non scaldano le orecchie, la fascia sotto il doppio archetto molto comoda. L’archetto, a proposito, si regola molto facilmente e naturalmente il cavo è di quelli rimovibili.
Le K240 sono da anni (già nella versione Monitor, negli anni ’70) uno standard per gli studi di registrazione. Nient’altro da dire.

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Se volete rimanere sulla stessa marca prendendo però delle cuffie chiuse il consiglio è di prendere questo modello. Sono omologhe alle K240, con cavo rimovibile, doppi padiglioni (nella confezione trovate anche la versione in velluto) e un suono anche qui molto buono. Isolano bene.

 

Beyerdynamic DT770 Pro

Anche queste sono cuffie che è piuttosto comune trovare tra studi di registrazione e simili, perché nonostante il prezzo piuttosto basso sono di buona qualità, con una particolare attenzione al suono riprodotto, più che all’apparenza.
Hanno qualità di costruzione simile alle AKG che abbiamo menzionato sopra, ma per alcuni particolari ci sembrano meno belle: il cavo non è staccabile, non c’è la fascetta sotto gli archetti, e in generale non danno la stessa impressione di qualità generale.
Il suono però c’è tutto, in queste cuffie chiuse che isolano bene dall’ambiente e non affaticano molto all’ascolto prolungato.

Un’avvertenza: sono offerte in varie versioni su questa pagina di Amazon, quindi fate attenzione. Se optate per la versione da studio a più alta impedenza, dovrete dotarvi anche di una scheda audio sul computer, o di un qualche pre amplificatore. Meglio prendere quella a 32 Ohm.

 

Shure SRH440

Cuffie comode, soprattutto. La caratteristica principale di queste cuffie è la comodità nei padiglioni e pure nella copertura dell’archetto che poggia sulla testa. Sono cuffie abbastanza economiche, ed è interessante il fatto che si possano piegare facilmente per portarle in giro.
Altro aspetto da sottolineare: hanno un ottimo isolamento, forse questo in estate potrebbe essere un po’ penalizzante ma quando non fa molto caldo permettono un ascolto molto preciso, senza distrazioni esterne.

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Sennheiser HD 380 Pro

Questo è probabilmente il modello di cuffie migliore di questo lotto (ce ne sono di migliori, ma costano molto di più!) e se volete coccolarvi possono essere davvero un’ottima scelta. L’unica cosa che non ci piace è la forma di queste cuffie, ma è un fatto puramente estetico… E poi vabbè, il prezzo è un po’ più alto.
Per il resto i numeri parlano da soli della qualità di queste cuffie da studio: si parla di una potenza in dB bella alta (110dB a 1KHz), con risposta in frequenza da 8 a 27KHz. Anche se non sono indicativi da soli della bontà di questo apparecchio (ed è buono, ottimo per lavorare in studio) stanno comunque ad indicare che si tratta di cuffie di livello leggermente superiore.
Da segnalare che anche qui la procedura per l’eventuale sostituzione del cavo è semplice, molto più che nel modello inferiore.

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Avete delle cuffie da montaggio con cui vi trovate molto bene? Segnalatecelo nei commenti!

 

 

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