Come diventare un vlogger: guida per chi inizia – I

Questa guida è un modo per iniziare un discorso completo sul vlogging, e vuole essere una base di partenza per chi vuole provare a diventare vlogger, ma anche il luogo in cui troverete tutti i link possibili agli articoli che scriveremo sull’argomento nel corso del tempo.
Se la leggerete tutta avrete una buona idea di come si fa a diventare vlogger, e avrete i riferimenti giusti per acquisire altre informazioni utili. Buon viaggio!

 

Che cos’è un vlogger, e cosa significa diventare uno di loro

Il video è uno strumento fantastico per tenere un diario. Un video è immediato, non richiede i tempi della scrittura e per fare un videodiario basta premere play e mettersi a parlare (all’incirca).

Ci sono tanti videomaker e registi che nel corso del tempo, magari tra una ripresa e l’altra dei loro film, hanno usato le loro macchine da presa per raccontare piccoli momenti intimi della loro vita e del loro lavoro.
Poi però è arrivato internet, e ancora dopo è arrivato YouTube.

YouTube, nel momento della sua nascita, è stato subito rivoluzionario (poi è diventato noioso, poi di nuovo amatissimo; ma questa è un’altra storia) soprattutto per due motivi: il primo è che permette di caricare i propri filmati su una piattaforma e di lasciarli lì; il secondo è che si tratta di una piattaforma vista da milioni di persone.

Man mano che YouTube cresceva si sono formati dei veri e propri fenomeni di costume intorno ad esso, e giornali e tv hanno cominciato ad interessarsi a questo social dei video.
Gli YouTuber – ovvero coloro che caricano video su YouTube – sono diventati personalità globali (abbiamo parlato anche noi di Casey Neistat), hanno acquisito la fama di guru, si sono divertiti un sacco e in alcuni casi hanno fatto molti soldi.
Oggi YouTube è per molte persone un mezzo per esprimersi senza filtri raccontandosi davanti ad una telecamera, un modo per confrontare le proprie opinioni con altri, una finestra sul mondo.

Credo che diventare un vlogger sia questo: condividere il proprio modo di vedere le cose con altri. Ed è ancora più vero per chi vuole fare video per lavoro, per chi vuole diventare videomaker.

 

Che tipo di vlogger vuoi essere?

Credo che questa sia la prima domanda da farsi, quando si comincia a progettare un canale YouTube. Certo c’è chi diventa YouTuber senza nemmeno accorgersene, gradualmente. Ma considerato che questo mezzo sta diventando sempre più grande e frequentato, forse bisogna applicare delle piccole strategie di marketing, ma soprattutto capire quello che si vuole essere al suo interno.

Che tipo di vlogger essere, dunque.
Ci sono i daily vlogger, quelli che raccontano la loro vita di tutti i giorni provando a dare al racconto un filo logico, una coerenza.
Ci sono i travel vlogger (abbiamo già elencato i migliori travel vlogger secondo noi), che girano il mondo e mostrano con immagini più o meno belle quello che vedono i loro occhi, e ci fanno sognare un po’.
Ci sono i rant vlogger, categoria totalmente inventata da me sul momento, fatta da YouTuber che passano il tempo in video a lamentarsi di quanto YouTube fosse meglio una volta, e di quanto gli altri YouTuber siano scarsi.
Poi ci sono un sacco di altri vlogger: quelli che iniziano un canale ma poi lo interrompono, quelli che mostrano in video quanto sono bravi a suonare, quelli che giocano ai videogiochi (si chiamano gametuber, credo), quelli che provano dei cibi strani, quelli che fanno tutorial… È bello sapere che un mezzo così casareccio come YouTube sia stato nel corso del tempo “colonizzato” da un sacco di gente diversa, che ci ha portato dentro le proprie passioni.

Bisogna capire quello che si vuole raccontare, che lato della propria personalità si vuole mostrare al mondo, che tipo di apporto si vuole dare a chi guarda i nostri video.

Fatto questo c’è un ulteriore passaggio, ed è proprio questo il motivo per cui su videoreflex.org abbiamo deciso di cominciare a parlare degli YouTuber e dei vlogger in generale: bisogna confezionare buoni video.

 

Come si fa a diventare un vlogger famoso

Qui stiamo parlando di fama, di gente che clicca sui video e che schiaccia quel benedetto pulsante:

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Ma la fama, almeno secondo me, può arrivare solo facendo bene le cose. I colpi di fortuna capitano a pochi, e se non si è pronti a coglierli passano.

Bisogna quindi imparare a essere vlogger (o fare le cose come vengono, se non vi interessa essere molto seguiti).

Fare il vlogger significa rendere interessanti le cose che fai. Si prende dell’attrezzatura video che nella maggior parte dei casi è semplice e abbastanza economica, si fanno delle cose e nel frattempo le si filmano: non ci sono grossi effetti speciali, non ci sono produzioni e attori, non ci sono aiutanti.

Un vero vlogger, e in particolare un vero YouTuber, fa molte cose da sè, e se è agli inizi, fa tutto da sè.
Aprire un canale su YouTube e decidersi a caricarci dei video è un ottimo esercizio per chi vuole fare videomaking.
Quello che vi consiglio, se volete progredire nel vostro stile di ripresa e montaggio, è di provare a creare un vlog che racconti degli episodi semplici della vostra vita. Perchè? Perchè la vita quotidiana spesso è noiosa, e se riuscite a renderla interessante significa che state diventando dei maestri della ripresa e del montaggio.

 

L’attrezzatura per vlogging

I videoblog possono essere fatti con attrezzatura molto semplice: può bastare un telefonino e basta, per cominciare. Ma se vogliamo andare più a fondo in questa nostra passione, e soprattutto ottenere dei risultati in più, dobbiamo curare meglio tutti gli aspetti della produzione video. In fondo è come quando ci si presenta per la prima volta a una persona che ci interessa, no? Si vuole essere perfetti, nella forma migliore.
Con il nostro canale YouTube è lo stesso, e un buon audio, una buona illuminazione, una buona qualità del video possono fare la differenza, specie se uniti a buoni contenuti.

Su videoreflex trovate quindi una serie di articoli dedicati a questo aspetto:

attrezzatura per vlog statici: ovvero il vlog in cui non ci si muove molto, si parla di fronte alla telecamera e in fin dei conti ci si mostra per quello che si è dicendo la propria. È il tipo di vlog più semplice, ma semplice non vuol dire brutto!

attrezzatura per travel vlog: fare vlog in viaggio può essere complicato, e bisogna pianificare al meglio l’attrezzatura che ci si porta dietro. Vi diamo una mano

 


Per ora è tutto: aspettatevi di vedere questo articolo cambiare e allungarsi nel corso del tempo. Il consiglio è quello di metterlo nei segnalibri e di tornare a leggerlo tra pochi giorni: ci troverete tanti link a pagine collegate.

 

 

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