Casey Neistat, un vlogger* di quelli bravi

Ultimamente ci stiamo interessando ai vlogger, e ci è capitato di conoscere uno di loro attraverso YouTube. Si chiama Casey Neistat, è considerato da molti il miglior vlogger della rete e ci piace un sacco. Ne parliamo in questo post estemporaneo.

 

A quanto pare essere un vlogger è la nuova moda in fatto di “fare un sacco di soldi con internet e non lavorare mai più eccetera eccetera”. Anche in Italia cominciano a prendere piede vlogger che hanno portato la loro professionalità a un livello superiore, che hanno dei piani commerciali per rendere profittevole il loro lavoro, che hanno competenze in termini di ripresa video, di montaggio, di gestione dell’attrezzatura… Ma come sempre gli Stati Uniti sono avanti, e ci sono blogger che fanno video (da qui viene il termine vlogger) davvero bravissimi. Tra questi Casey Neistatquesto il suo canale YouTube – un 35enne con la faccia strana e simpatica che riesce a reagire alla telecamera in maniera fantastica e a raccontare parecchie cose che ispirano e piacciono: al suo canale sono iscritte al momento circa 4 milioni di persone, e i suoi video sono visti da un sacco di gente, nell’ordine dei milioni, senza eccezione di video.
In sostanza qualsiasi cosa Casey Neistat carichi su YouTube funziona, ma non funziona per un motivo casuale: la ragione è che lui è davvero bravo in quello che fa, ha delle storie da raccontare e una certa genuinità tutta americana che non può rendertelo antipatico.
Più sotto continuiamo a parlare di lui da un punto di vista più tecnico, spiegando l’attrezzatura che usa; per ora permetteteci un piccolo inciso sui vlogger nostrani.

 

L’attrezzatura di Casey Neistat
Macchina fotografica Casey Neistat
Volete sapere che macchina fotografica usa Casey Neistat, o che microfono, che compatta o treppiede? Su Amazon potete trovare una lista completa della sua attrezzatura, direttamente dal suo canale YouTube. Forse non diventerete bravi come lui, l’importante è che non gli facciate fare la fine di questa fotocamera nella foto!

 

I vlogger italiani migliori? Che significa?

Non ha senso sputare sul lavoro degli altri, e riconosciamo volentieri che ci sono blogger di YouTube in Italia che mettono molto impegno in quello che fanno, che cercano di proporre buone idee e che cercano di uscire dal meccanismo della copia pedissequa del lavoro portato avanti dai colleghi statunitensi.
Ma nella maggior parte dei casi gli YouTubers italiani più famosi sono abbastanza scarsi, abbastanza noiosi (forse perchè hanno vite noiose), abbastanza appiattiti su modelli di comunicazione scopiazzati. Si va sostanzialmente dai videogamer seriali che mostrano quello che fanno mentre giocano, alle coppiette che raccontano l’ultimo acquisto all’IKEA o il lavaggio del cane, ai tizi che si mettono a disposizione per svolgere compiti più o meno stupidi e farlo vedere agli altri.

Abbiamo notato però una cosa, ovvero che le competenze tecniche di queste persone sono in media abbastanza buone: in genere il taglio e il montaggio dei video sono ben fatti, e soprattutto c’è un livello di serietà nella gestione delle attrezzature per video che non ci si aspetterebbe da chi carica semplicemente i propri video su YouTube. Le prospettive sono quindi buone, e speriamo che presto avremo modo di conoscere bravi YouTuber italiani.

 

La storia di Casey Neistat

Casey Neistat è uno YouTuber famoso, ma ha cominciato a fare video in grado di colpire il pubblico già prima che YouTube nascesse: dopo una carriera nel mondo del lavaggio piatti e del fast food, Casey lancia il suo primo video di successo nel 2003. È un video di due minuti, ben montato, che racconta una sua disavventura con la batteria dell’iPod, morta dopo 18 mesi dall’acquisto, e la reazione alla telefonata dell’addetto di Apple che gli consiglia di comprarne uno nuovo, perchè in sostanza cambiare batteria costerebbe di più.

Dopo questa performance di successo, con milioni di visualizzazioni del video (YouTube ancora non c’era!) e Apple che si trova costretta a lanciare un programma per la sostituzione della batteria dell’iPod, Neistat lavora ad altri progetti fino ad arrivare ad avere un programma in otto puntate su HBO con il fratello, The Neistat Brothers.
Ma quello che ci interessa è il momento in cui Casey Neistat comincia la sua carriera da star di YouTube, e il come.

A un certo punto nel 2010 crea un canale di YouTube, basandosi sull’intuizione che YouTube è il medium visuale del presente: un programma televisivo lo vedi solo nel momento in cui è in onda (a parte la TV on-demand, ok) mentre un video su YouTube è per sempre.
Nel 2011 gira un video in cui spiega perchè non sempre ha senso rimanere sulla pista ciclabile (viene notato dai principali giornali americani e riesce a far riflettere sul tema), nel 2012 gira una non-pubblicità bellissima per Nike che si intitola Make it count.
Finalmente nel 2015 decide di iniziare un vlog giornaliero. Oggi i numeri gli danno ragione, ma gli dà ragione soprattutto la qualità media dei suoi lavori postati giornalmente sul suo account di YouTube, che vi consigliamo di visitare.

Tra le ragioni del suo successo, secondo noi, ci sono un montaggio fatto alla grande, con tagli in medias res che sono moderni e adatti al mezzo su cui i video sono proposti, la costruzione di piccole storie che non si limitano a descrivere gli eventi della sua giornata ma li mettono in relazione uno con l’altro, la qualità tecnica dei mezzi che usa, che hanno difetti sfruttati per dare un’impressione di veridicità ai video (più sotto vi raccontiamo che attrezzatura usa per i suoi vlog su YouTube).
E poi c’è l’uso del voice-over, ovvero la voce fuori campo, che racconta bene gli episodi e li collega tra loro, mischiata alla camera sulla faccia espressiva di Casey.

 

La tecnica di montaggio di Casey Neistat

Abbiamo trovato di recente un bellissimo video che mostra la tecnica di montaggio dei daily vlog di Casey Neistat. Ve lo mostriamo, e poi vi facciamo un riepilogo:

This Guy Edits è un altro canale che vale la pena di seguire, e ci propone qui un’analisi di alcuni signature shots di Casey Neistat. Niente che non sia stato usato prima, probabilmente, ma il fatto che un filmmaker proponga queste tecniche su YouTube ha qualcosa di rivoluzionario (e infatti in tanti – troppi – l’hanno copiato o sono stati irrimediabilmente influenzati).
Ecco cosa fa Neistat, sia dal punto di vista del montaggio che narrativo:

-il suo signature shot: lui su un boosted board (uno skateboard elettrico), con una macchina fotografica in una mano, il telecomando dello skate nell’altra, e magari un beverone verde nell’altra. L’altra quale? Boh, non si sa.
Questo tipo di ripresa, secondo il video, ha un effetto principale: dà un gran senso di libertà

il “Neistat cut-off”: tagliare una frase che sappiamo già come sta per finire (spesso perchè conosciamo il pensiero dell’autore prima ancora che lo esprima), prima che sia finita

il “continuous thought”: che tradurremmo come pensiero continuato. Neistat inizia un discorso in un posto, non lo termina del tutto, e poi taglia su di lui che conclude il discorso in un altro posto. È un modo per mostrare quanto sia in movimento. E lega una ripresa all’altra sfasando le immagini ma legandole al filo logico del discorso

“associative edit”: la connessione tra un suo girato e una citazione da un film o un telefilm. Un metodo per riprodurre la nostra bassa soglia di attenzione su internet. Cominciamo a vedere un video, poi di fianco nella barra di YouTube c’è un’anteprima che ci interessa, e cambiamo. Oppure guardando qualcosa ci viene in mente qualcos’altro.
Casey Neistat ci tiene incollati ai suoi video mostrandoci quello che pensiamo, prima che l’associazione mentale arrivi al nostro cervello

il “Neistat montage”: un montaggio veloce e molto ritmato che viene usato quando Neistat sta costruendo qualcosa. È molto efficace perchè mostra tante cose in fretta, e dà perfettamente l’idea – usando angolazioni diverse – del lavoro in corso

la zoomata violenta: Casey Neistat a un certo punto prende la macchina per l’obiettivo, più precisamente per la ghiera dello zoom, dà una bella zoomata e ricomincia a parlare. È un modo per spostare l’angolo di campo, per attirare l’attenzione, e forse anche per ricordarci che quello che stiamo guardando è un vlog

le “Neistat transitions”: delle transizioni veloci che non hanno niente di troppo tecnico ma funzionano. D’altronde sappiamo tutti che quello che stiamo guardando è uno one-man-show, e non ci aspettiamo certo una doppia camera. Quando il videomaker mette la mano davanti all’obiettivo, e quando la toglie vi troviamo da un’altra parte… Ecco una Neistat transition

le “mise-en-scene”: posizionamenti della fotocamera in posti inusuali, per punti di vista diversi. Qualcosa che tutti dovrebbero fare, e si dimenticano spesso

 

Quanto guadagna Casey Neistat

Perchè questo paragrafo? Perchè sappiamo che è una delle grosse curiosità che in molti hanno rispetto a Neistat.
La risposta alla domanda “Quanto guadagna Casey Neistat?” è abbastanza semplice da trovare, basta farsi qualche ricerca su internet (lui stesso spiegava nel 2014 quanto guadagnava da YouTube, anche se forse le cose oggi sono cambiate), ma non è proprio quello che ci interessa in questa sede.

Quello che ci interessa capire è che Neistat si guadagna da vivere non direttamente con i video di YouTube, come vorrebbero fare in molti, ma con quello che ci sta intorno. Campagne pubblicitarie, lavori correlati, pura esposizione per le consulenze…

Di certo Casey Neistat guadagna facendo video su YouTube, e potrebbe farlo anche semplicemente inserendo pubblicità all’inizio dei suoi video, ma non lo fa nel modo in cui pensano molti.

 

*Casey Neistat è un vlogger?

Questo è un edit che non avremmo mai voluto fare, ma dati i ritmi indiavolati di Neistat c’era da aspettarselo. Casey Neistat a un certo punto della sua vita di YouTuber ha interrotto il vlog giornaliero.
Dal 18 Novembre del 2016 ha interrotto la pubblicazione giornaliera dei suoi video log, e naturalmente l’ha fatto con un video su YouTube.
È ancora un vlogger? Che importa, l’importante è che faccia bei video!

 


L’attrezzatura per i vlog di Casey Neistat


Essendo il nostro un sito principalmente tecnico, non può mancare un riferimento all’attrezzatura usata da Neistat nei suoi video, ma possiamo dire con una certa dose di tranquillità che, a prescindere dall’attrezzatura, i risultati sarebbero comunque molto buoni.

Canon 80D di Casey Neistat

La Canon 80D usata da Casey Neistat

In ogni caso per riprese ragionate la macchina usata in passato era una Canon 70D, una macchina con sensore APS-c, diventata per un breve periodo una Canon 700D. Oggi Neistat usa una Canon 70D alternata ad una Canon 80D.
La macchina è attaccata normalmente a un GorillaPod, un supporto utile per attaccare la macchina praticamente a tutto, e che può essere usato anche come un piccolo treppiede.
L’altra macchina usata è una Canon G7x (poi sostituita da una Canon G7x Mark II) in molti dei suoi video: si tratta di una compatta piccola e di qualità decente (anche se probabilmente ne consiglieremmo un’altra, per avere del girato quasi paragonabile a quello delle reflex, come la Lumix LX100).
Neistat usa anche dei microfoni esterni, in genere, e se seguite il link trovate parecchi suggerimenti in merito.

Attrezzatura che in tanti possono permettersi, magari risparmiando un po’, e che ha permesso a un normale ragazzo della provincia americana di diventare uno dei fenomeni di YouTube e un vero e proprio influencer. Forse raccontando buone storie questa cosa la si può fare anche dalle nostre parti.


E se volete continuare a imparare qualcosa sul vlogging leggete un altro articolo dal nostro blog, che parla di alcuni dei migliori travel vlogger. Per continuare a sognare e vedere buoni video.
Ma anche un pezzo con i dieci consigli per diventare videomaker (o vlogger!).

Buona fortuna!

 

23 commenti:

  1. Ciao, volevo comunicare all’autore dell’articolo un po’ di imprecisioni nella parte finale dell’articolo dove si parla di attrezzatura. Leggo che:
    In ogni caso per riprese ragionate la macchina usata in passato era una Canon 70D, una macchina con sensore Full Frame, diventata poi una Canon 700D.
    Due imprecisioni:
    1) La 70D ovviamente non è FF ma DX
    2) Casey non ha mai utilizzato una 700D nei daily vlog, quindi dal 2015. Ha utilizzato una 70D e poi successivamente una 80D. Attualmente alterna le due.

    • Ciao Andrea! Caspita, hai perfettamente ragione sulla 70D! Naturalmente è una APS-c.
      Per quanto riguarda invece la 700D siamo quasi sicuri che la abbia usata, almeno per un periodo. Però non crediamo sia fondamentale la distinzione: quello che ci stupisce è che con una macchina come la 70D (e molto probabilmente la 700D) Neistat sia riuscito ad ottenere risultati giganteschi in termini di diffusione dei suoi video. E che alcuni dei suoi lavori precedenti siano girati con foto/videocamere dalle capacità tecniche ancora minori.
      Insomma: è un bel messaggio per tutti quelli che vogliono provare a fare buoni video.

      Grazie per le correzioni, provvediamo subito a sistemare 🙂

  2. Ciao, vorrei segnalare un’altra imprecisione, se posso.
    Con l’occasione rivolgo i miei complimenti all’autore di questo bel blog sul mondo del video reflex. Devo anche aggiungere che sono un super-tifoso di Casey, e seguo i suoi video tutti i giorni, e grazie a questo so un sacco di cose su di lui.
    Casey come compatte ha sempre utilizzato le Canon, fino alla 120, di cui ne parla in un bel video. La G7x ce l’avrà pure, ma da quando realizza i celeberrimi daily-vlog, Casey è passato alla Sony DSC-RX100 mk4.

    Infine, se posso permettermi un piccolo appunto al bell’articolo, il consiglio sulla Lumix LX100 non ci azzecca proprio. E anzi, questo consiglio forzato rende meno autorevole il ragionamento fatto fino a quel punto.

    • Ciao di nuovo, Andrea! 🙂

      Certo che puoi fare appunti… Siamo qui per parlarne (a proposito: hai una mail così chiariamo bene tutti gli aspetti di questo articolo e ci aiuti a migliorarlo, se vuoi).
      Innanzitutto grazie per i complimenti, fanno sempre piacere.

      Come scriveva uno di noi via mail, ci siamo basati soprattutto su un paio di video per scrivere questo pezzo:
      https://www.youtube.com/watch?v=pt0nkhbrpQ4
      https://youtu.be/dGLEEZZ15N4?t=265
      Nel primo si menziona la G7x, nel secondo la 750D (errore nostro, non era la 700D!).

      A questo punto bisogna fare una ricerca più approfondita, ma soprattutto c’è venuto in mente di scrivere un articolone sulle migliori compatte per vlogger. Così prendiamo due piccioni con una fava 😀

      Per quanto riguarda la LX100: la consigliamo seriamente perchè abbiamo avuto modo di provarla estesamente e sotto vari punti di vista ci pare una buonissima scelta, però naturalmente il ragionamento che sta dietro a tutto questo è sempre lo stesso.
      Qualsiasi cosa usi, se la usi bene e con passione come Casey Neistat, puoi fare un grande lavoro. D’altronde le varie Sony, Panasonic e Canon di oggi, 15 anni fa non c’erano mica… E facevano ottimi documentari comunque 😉

  3. Ciao Ragazzi,
    complimenti a tutti sia per la costruzione delle informazioni di Caise sia per la
    correzione da parte dell’utente.
    Mi sto appassionando da poco al mondo dei video, pur avendone creati alcuni in maniera amatoriale, e vorrei salire il gradino nel prepararne alcuni più organizzati, ed a tal proposito chiedo il vostro supporto.
    Nello specifico, posseggo una CANON EOS 1200 e la stessa non permette l’ingresso di un microfono esterno non avendo il jack.
    Come potrei ovviare per avere un suono più limpido?
    Aggiungo, sapete che tipo di programma usa Caise nel creare i suoi video?

    Grazie a tutti ancitipatamente

    Fiorenzo

    • Ciao Fiorenzo, grazie per i complimenti!
      Neistat usa Final Cut Pro X, un ottimo programma che gira su Mac ed è piuttosto semplice da imparare.
      Se usi Windows potresti provare Premiere Pro, oppure dare un’occhiata ai vari programmi gratuiti, che funzionano con qualche limitazione ma ti permettono di iniziare a editare a costo zero (c’è un recente articolo sul blog a proposito).

      Per quello che riguarda l’audio le strade sono tre: o usi un telefono come registratore (vedi questo pezzo: http://www.videoreflex.org/registrare-audio-con-smartphone/), o usi un registratore esterno oppure ti prendi una combinazione microfono + registratore esterno. Nell’ultimo caso non spendi molto e hai un audio professionale scegliendo bene i componenti. Negli altri casi migliori sicuramente la qualità audio.
      Se vuoi puoi dare un occhio a questi altri due pezzi che abbiamo scritto sull’argomento:
      Zoom H1: un registratore per cominciare
      Microfoni esterni per reflex: guida completa

      Poi facci sapere come va, magari passando anche dal FORUM! 😉

  4. A me il tipo pare un “tamarro”…. anzi, tolgo il “mi pare”…. E’ UN TAMARRO!

  5. Ok Vanni, Casey è un tamarro.
    E tu… cosa sei? Un figo?
    E che differenza c’è tra un figo e un tamarro?
    La stessa che c’è tra te e Casey Neistat?

  6. Salve ragazzi..
    Qualcuno mi saprebbe dire che programma usa Casey per editare i suoi video?

    Grazie anticipatamente

    • Ciao Fioravante, usa Final Cut Pro X.

      • Ciao, Grazie per la velocità nel rispondere.
        Prima di utilizzare il Mondo Apple sapete che programma utilizzava?
        O meglio voi quale programma suggerireste per neofiti?

        • Beh, diciamo che Final Cut è adatto anche a neofiti, perchè ha un’interfaccia semplice che permette di fare progetti poco elaborati ma può essere usato anche per cose più complesse. Se vuoi spendere meno e rimanere sempre in Apple potresti usare iMovie (ancora più semplice, più limitato ma buono per qualche piccolo progetto). Se invece vuoi qualcosa di equivalente a Final Cut usando Windows potresti rivolgerti a Premiere Pro.
          E se invece vuoi un programma gratuito per iniziare… hai visto la nostra lista di programmi gratuiti per il videoediting? 🙂

          • Ciao e grazie ancora.
            Per completare le mie richieste mi sapreste anche suggerirmi dei siti dai quali prendere dei sound per completare l’audio?

            Grazie ancora.

          • Di niente! Prova a guardare un po’ sul sito: ci sono proprio due articoli dedicati alla cosa 🙂

  7. Beh chi scrive qui ovviamente piace lo stile di Casey e cerca di capirne in tutti i suoi dettagli il format che lo ha portato a questo straordinario successo. Bravi anche voi di videoreflex che avete riempito un buco informativo nella stampa italiana su un caso così singolare. Le ultime news che circolano sul caso Casey è sulla vendita della sua app Beam, una app venduta a una cifra astronomica alla CNN. La versione originale sarà chiusa questo mese e poi nascerà sotto la direzione di Casey e il suo team il nuovo format. Per quanto ne ho capito è una piattaforma Smart nuova e alternativa a Ytube. Vi consiglio di scaricare la app prima della chiusura in modo di vedere e fare con cognizione i confronti con quella nuova. Poi dopo queste righe vi suggerisco piuttosto di aggiornare questo articolo di farne uno nuovo dedicato a questa meno nota idea di Casey sulla nuova idea di informazione.

    • Ciao Paolo, in effetti l’idea di Neistat dell’app BeMe era carina, però sembra proprio che sia naufragata… Dici che ne faranno una nuova in collaborazione con CNN?
      Non so se però sia completamente in argomento con il sito, quindi dobbiamo decidere se parlarne o meno.
      Tu l’hai provata? Come ti trovi?

      • Ciao Ragazzi,
        perdonatemi se torno nuovamente sul tema Programma di editing, ma Final cut Pro non permette la visualizzazione in Italiano, sapete quale versione permette la visualizzazione in Italiano?

        Grazie ancora

        • Ciao Fioravante, nessun problema.
          Il fatto è che Final Cut non esiste in italiano. Però probabilmente questo è un vantaggio, nel senso che se ti impegni un pochino e provi a imparare i nomi delle principali funzionalità in inglese, poi potrai avere a disposizione tutti i numerosissimi tutorial che trovi in rete (e che sono scritti per la maggior parte in inglese).
          Se proprio vuoi qualcosa in italiano dello stesso livello di Final Cut devi andare su Premiere.

  8. Salve,
    ragazzi grazie ai vostri suggerimenti mi sto muovendo nel mondo dei MOVIES…
    ho effettuato gli acquisti per gli strumenti di registrazione ed ora devo passare al montaggio.
    Avrei quindi bisogno dei vostri suggerimenti in merito al pc da Comprare pensando ad IMAC BOOK PRO per poi scaricare il programma final cut pro.
    Pensate sia una buona scelta o cosa mi potreste suggerire?

    Grazie Fioravante

    • Ciao Fioravante! È bello sapere che ti stiamo accompagnando in questo mondo 🙂
      Comincio col dirti che stiamo scrivendo in questi giorni una guida enorme sul problema che poni (giuro! è in lista d’attesa da un po’) e che ci stiamo facendo aiutare da un amico competente del campo per farla al meglio, per cui se hai voglia di aspettare un po’ ti possiamo dare una risposta più precisa.

      Risposta rapida: penso personalmente che un MacBook Pro bello pompato per il video e con il nuovo touchpad costi un sacco di soldi. Io ho sempre usato Mac per tutto, ma adesso sono veramente indeciso. Come saprai i professionisti devono cambiare l’attrezzatura ogni paio d’anni, non solo per questioni di aggiornamento dei mezzi ma anche fiscali, ma quando dovrò cambiare workstation non so se rimarrò con Apple, stavolta. Con i portatili i costi sono alti ed è difficile fare personalizzazioni successive all’acquisto. Se compri un fisso devi stare su un iMac e non si hanno notizie di novità sul fronte del Mac Pro.
      Insomma: è un bel guaio 🙂

      Abbi pazienza qualche giorno che usciamo con quel pezzo, con configurazioni per video e qualche considerazione generale sulla scelta Mac/PC.

  9. Ciao !

    Grazie come sempre per la disponibilità, attendo un vostro aggiornamento per i prossimi giorni…

    Grazie Fioravante

  10. Ciao Ragazzi,
    eccomi nuovamente a chiedervi supporto…
    Ho fatto i miei passi acquistando il mio MacBook pro e dopo aver scaricato la versione
    demo di Final Cut ProX ho fatto i primi lavori con non poche difficoltà visto che la lingua
    è solo inglese , ma tutto sommato sono soddisfatto.
    Il quesito che vi pongo oggi è in merito alla chiusura del filmato creato, nello specifico Final cut Prevede solo la visione del file creato sul circuito Imac?
    Non posso creare un file e vederlo sul mondo Windows?
    Grazie anticipatamente

    • Ciao Fioravante, grande!!! Come ti trovi? Che Mac hai preso?

      Per andare alla tua domanda: certo che puoi creare il file e vederlo sia su Windows che su tv eccetera, oppure anche esportarlo su YouTube…

      Diciamo che non è semplicissimo spiegarlo in un commento, ma in linea di massima si fa così:
      -menu a tendina in alto, vai su File e poi Share
      -scegli il formato che preferisci (di base meglio Master)
      -ti si apre un pannello, clicca su Settings
      -imposta i settaggi che preferisci, in termini di risoluzione e altro. Potresti impostare ad esempio Computer, H264 Better encoding e risoluzione 1920×1080 (ma dipende da quel che ci devi fare)
      -premi Next e scegli il nome del file e la destinazione

      ed è fatta 🙂

      In ogni caso non è semplicissimo spiegare queste cose via web, forse dovremmo fare qualche video…
      Nel frattempo un consiglio: puoi provare a guardare in giro qualche videocorso, ce ne sono di base ed economici.
      Questo è fatto abbastanza bene, ad esempio: http://www.piuchepuoi.it/corso/final-cut-pro-x-corso-base/?ap_id=91675
      Ma ce ne sono parecchi in giro

      Facci sapere come va!

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