Blackmagic Pocket Cinema Camera 4K: che cinema!

BlackMagic Design ha annunciato al NAB 2018 una macchina completamente nuova, con caratteristiche che la mettono vicina all’apparecchiatura per il cinema e un prezzo che la fa stare comodamente con le mirrorless e reflex amatoriali. Sarà un successo?

Non lo sappiamo, ma possiamo dire da subito che questa è una videocamera che colpisce l’occhio (perché ha una forma piuttosto particolare) e incuriosisce. La domanda principale che ci si sta facendo in queste ore in rete, e che ci stiamo facendo pure noi, è: ma dove sta il trucco?

Aggiornamento: la macchina è disponibile in preordine da CVP.com.

In questo articolo cerchiamo di prendere tutto quello che sappiamo su questa Pocket Cinema Camera 4K, di analizzarlo per bene e poi di metterlo a paragone con le altre macchine di pari livello presenti sul mercato.

Ma come al solito cominciamo presentando la Pocket Cinema Camera 4K con una carrellata di immagini, giusto per abituarci.

In questa immagine vediamo soprattutto il grip: è ben accentuato, e farà piacere a molti. L’idea di BlackMagic Design è di offrire una macchina che sia utilizzabile quasi senza bisogno di ausili. La Pocket Cinema Camera 4K ha quindi una bella impugnatura ampia, con parecchi comandi a portata di mano

Altro dettaglio interessante: il sensore. È più grande che nella versione precedente della Pocket Cinema Camera, e il fattore di crop è molto più ridotto. In questo modo usare le ottiche che già si usano su GH5 e simili non è un problema. Naturalmente l’attacco è M43

Dall’alto si vede la serie di bottoni che costellano il corpo della Blackmagic Pocket Cinema Camera 4K: sono tanti, e ci incuriosisce in particolare quello con il simbolo di una fotocamera

Il lato posteriore è ben occupato dallo schermo, da 5 pollici. Quelli di Blackmagic lo hanno pensato così grande per poter focheggiare con precisione sufficiente al 4K, e il formato “panoramico” ha allargato parecchio la macchina

Caratteristiche di Pocket Cinema Camera 4K

Iniziamo questa carrellata descrittiva della nuova Pocket di casa Blackmagic Design con un elenco per punti, e poi andremo più nel dettaglio.

  • Sensore con rapporto 4/3
  • ISO fino a 25600 con Dual Native ISO
  • 13 stop massimi di gamma dinamica
  • 60fps in 4K, 120fps in windowed HD
  • ProRes a 10 bit, RAW a 12 bit in camera
  • Baionetta MFT (la stessa di Panasonic e Olympus)
  • Schermo posteriore touch da 5 pollici
  • Batterie Canon LP-E6N, con durata ipotizzata di 60 minuti
  • Registrazione su SD/UHS II, CFast 2.0 o anche dischi USB-C
  • 4 microfoni sul corpo
  • Bluetooth integrato

Uno qualsiasi dei punti di questo elenco meriterebbe una lunga descrizione, ma prenderemo in esame solo i principali mettendo in luce quelle che secondo noi sono le caratteristiche più interessanti della Pocket Cinema Camera 4K.

Il sensore

Dalle specifiche tecniche pare che questo sensore sia molto migliorato in termini di sensibilità alla luce, con la doppia scala di ISO nativi (vedere il nostro articolo sulla GH5s per informazioni) e una tecnologia che è sicuramente più nuova di quella della Pocket originale.

Nelle presentazioni stampa si fa molto spesso menzione del fatto che questo sensore è full size: attenzione, non stiamo parlando di un full frame, ovvero quello che ha dimensioni pari a quelle delle pellicole 35mm.
Il sensore della Pocket 4K è un sensore 4/3, quindi delle stesse dimensioni di quello usato da Panasonic e Olympus nelle loro mirrorless: c’è chi dice infatti – guardando alle specifiche tecniche – che il sensore è lo stesso della GH5s.

La risoluzione massima è di 4096×2160 pixel, e il fattore di crop è più ridotto e pari a 2x.

Codec e prestazioni

Quello che al momento stupisce di più di questa macchina è la sua capacità di offrire file con un approccio pro: i codec supportati sono CinemaDNG RAW, CinemaDNG RAW 3:1, CinemaDNG RAW 4:1, ProRes 422 HQ QuickTime, ProRes 422 QuickTime, ProRes 422 LT QuickTime, ProRes 422 Proxy QuickTime.

La profondità colore in ProRes è di 10 bit, mentre in RAW arriviamo a 12 bit: molto interessante, ma come dicono gli americani non sarà forse overkill per molte applicazioni? Ne parliamo più sotto.

La gamma dinamica massima dichiarata – bisognerà infatti fare i conti con la riduzione della gamma dinamica a sensibilità ISO diverse da quelle base, che sono due – è di 13 stop. E anche questo è molto interessante, forse l’aspetto più immediatamente interessante di questa macchina.
Rispetto alle varie Panasonic, con cui condivide in sostanza il sensore, la Pocket 4K dovrebbe dare un look più cinematografico grazie alla capacità di non bruciare le alte luci (uno dei difetti delle Pana); siamo abbastanza convinti che sarà così, dato il modo in cui si comporta già la Pocket Cinema Camera originale.

Un fisico bestiale

Parlando di apparenza scartiamo subito l’aspetto estetico: questa Pocket Cinema Camera 4K non è bella, ma non ci importa per niente!

Quello che ci importa invece è che la nuova di Blackmagic Design sembra pensata in maniera molto intelligente, partendo da uno schermo ampio, per arrivare a una serie di connettori ben ragionati e ad un comparto audio che stuzzica.

Il comparto audio

Parliamo subito di microfoni e attacchi per gli stessi: sul corpo macchina ci sono 4 microfoni integrati, posizionati ai lati dell’attacco per l’obiettivo e in posizione appena superiore, e secondo BMD permettono già da soli una buona registrazione in situazioni run& gun. Vedremo.
C’è pure un altoparlante sul retro, per effettuare un playback rapido delle riprese appena effettuate, senza dover andare sul computer a vedere che sia tutto a posto.
E poi c’è un ingresso per microfono mini XLR con Phantom da 48V (ovvero: potete attaccarci anche microfoni professionali non autoalimentati) e pure un jack da 3.5mm per attaccare altri tipi di microfoni, quelli più classici che già si usano su qualsiasi mirrorless o reflex.

Insomma, pare che anche qui Blackmagic Design abbia voluto dare varie opzioni: o usi la macchina così com’è, senza troppi fronzoli, oppure ci attacchi quasi qualsiasi microfono ti possa venire in mente.

Lo schermo e i pulsanti

Come detto sopra lo schermo di questa macchina è bello grande, è touch e usa lo stesso sistema operativo delle varie Ursa Mini: in sostanza questo significa avere a disposizione una piccola serie di gesture per poter manovrare la macchina direttamente con il tocco delle dita.

E a proposito di tocco delle dita, ci sono un sacco di pulsanti. Pulsanti che ci sembra siano posizionati per bene e coprano tutto quello che c’è di interessante da manovrare senza addentrarsi nei menu.
Interessante il pulsante HFR (dovrebbe permettere di accedere alle modalità di registrazione ad alto framerate) e quello per lo scatto di istantanee durante la ripresa: si trova proprio di fianco al pulsante di inizio della registrazione, e può essere comodo per realizzare degli still.

Supporti di registrazione

Anche qua non si sono risparmiati: c’è la possibilità di registrare su SD per i formati meno pesanti, e poi è presente uno slot per le CFast 2.0. Ok, questa non è proprio una delle tecnologie più economiche, ma d’altronde se si vuole registrare in RAW le scelte sono queste…

Consolatevi però con il fatto che c’è pure un bell’attacco USB-C 3.0, e questa è una genialata. In sostanza permette di registrare direttamente su SSD collegato con un cavo USB-C, e poi di trasferire il girato direttamente su computer per la post produzione. Bisognerà trovare il modo di fissare l’SSD da qualche parte, aumentando il peso complessivo dell’assieme, ma è davvero una bella scelta.

È possibile la registrazione diretta su SSD grazie all’uscita USB-C veloce

Il resto (che non è poco)

Tra le altre cose degne di menzione in questa Pocket Cinema Camera 4K ci sono l’uscita HDMI per il monitoraggio – e c’era da aspettarselo – e il fatto che si possa alimentare con batterie LP-E6, che sono molto comuni ed economiche.
In più si può alimentare la macchina tramite la porta USB-C (per la ricarica delle batterie, in sostanza) con un qualsiasi power bank da cellulare, oppure tramite alimentazione di rete.

Altra chicca: potete prendere delle belle LUT 3D e piazzarle sulla macchina per vedere cosa combinano a monitor, ma anche per trattare in tempo reale il girato. Ovvero, non dovete applicarle in post.

Nella foto i vari connettori. 1: jack microfono e jack cuffie; 2: HDMI; 3: ingresso alimentazione 12V; 4: porta USB-C; 5: mini XLR

Il confronto con le altre

Parliamo brevemente del modo in cui questa macchina si piazza sul mercato, di chi dovrebbe essere interessato e di come si può confrontare ad altre camere che già conosciamo.

È confrontabile con le mirrorless di Panasonic e Sony, o con le reflex Canon?
Beh, in molti si staranno già strappando i capelli perché hanno ordinato una a7 III e pensano che non sia sufficiente. E che dire di chi pensa che potrà usare la GH5 solo come fermacarte, da ora in poi?
Onestamente però crediamo che la Pocket Cinema Camera 4K sia una cosa diversa da queste macchine. Prima di tutto non ha un AF performante come quello di Sony, e nemmeno di Panasonic se è per questo: sul retro ha un pulsante per la messa a fuoco automatica, certo, ma è una messa a fuoco centrale, senza tracking. E considerato l’uso per cui è pensata va bene così.

Un altro aspetto da considerare, per chi lavora veramente in rapidità e leggerezza, è l’assenza della stabilizzazione sul corpo. Probabilmente si può ovviare alla cosa usando un obiettivo stabilizzato, avendo a disposizione un attacco attivo, (ma prendete questa affermazione con le pinze) ma la comodità dello stabilizzatore sulla GH5, sulla G80 o sulle ultime Sony è qualcosa a cui si rinuncia con difficoltà.

In più il suo punto di forza, cioè la possibilità di produrre file non compressi, è anche una debolezza: se registrate in RAW avrete bisogno di moooolta memoria e di moooolta potenza di calcolo per lavorare i file. Ipotizzando che non stiate lavorando a un corto, in cui vi potete fermare ogni tot per scaricare i dati (avendo eventualmente degli aiutanti che lo facciano per voi) avere la capacità di archiviazione necessaria per registrare per alcune ore potrebbe essere davvero molto costoso. E non sarebbe per niente comodo.

Non è confrontabile con le mirrorless e le reflex nemmeno in termini di forma e dimensioni: intendiamoci, questa macchina ci sembra maneggevole e ben fatta, ma è più ingombrante di una mirrorless, non ha il mirino e sembra si impugni in maniera leggermente diversa.

È confrontabile con le “macchine da cinema”? 
Qui la risposta invece ci pare sia un bel sì. La flessibilità di questa Pocket, accoppiata al prezzo molto basso, fanno sì che – a meno di problemi evidenti che ancora non possiamo conoscere dai comunicati stampa – questa sia una macchina perfetta per produzioni serie, ragionate e di alta qualità. Nessuno vi impedisce di usarla per dei bei documentari (ci stiamo facendo un pensiero noi stessi), ma la sua casa sarà il cinema, i corti, le immagini studiate. E potrebbe essere davvero una gran macchina per cominciare, e anche continuare.


La Blackmagic Pocket Cinema Camera 4K dovrebbe uscire a settembre di quest’anno e avrà un prezzo intorno ai 1300€, con inclusa nel prezzo una licenza per DaVinci Resolve Studio. Al momento si trova in preordine (pagamento di un minimo anticipo per posizionarsi in lista d’attesa) su alcuni siti. Tra questi segnaliamo CVP.com che propone al prezzo che ci si aspetta al lancio.

Sembra sia davvero una grande novità, e ci piacerebbe sapere cosa ne pensate. Scrivetelo nei commenti!

8 commenti:

  1. Ciao ragazzi
    Ottimo articolo, come sempre del resto.

    Io attualmente ho una pana gh5 ma vengo da ursa mini 4K che ho dovuto vendere a malincuore viste le dimensioni e quindi la poca praticità.

    Penso che questa nuova camera BM sia una vera e propria chicca. Ok non c’è ibis ma come sottolineate anche voi basterà un’ottica anche pana per alleviare il tremolio.

    È una videocamera per cui si sono dedicati solo a quel reparto. A differenza delle mirrorless che lavorano bene su entrambi i comparti. Per cui hanno dato il massimo cj potevano mantenendo un prezzo ragionevole. A differenza di Sony che spara altissimo e forse si filmaker serve solo metà macchina.

    Io non vedo l’ora di vederla dal vivo e sicuramente tornerò a BM in quanto la latitudine di posa è superiore e ora che c’è anke il dual ISO finalmente si avranno meno problemi in low-light.

    Mi auguro possiate presto farci vedere qualcosa.

    Grandi ragazzi
    A presto

    • Ciao Alfredo, grazie!
      Sì, è proprio una videocamera e serve per i video (anche se hanno messo quel tastino con la fotocamera, fanno l’occhiolino ai possessori di GHx, forse?). Speriamo di averla a disposizione a Settembre, purtroppo prima non ce la danno! 😀

      • Eh si fa uno still da 8MP (4k). Rimane comunque una videocamera. Speriamo di vederla preso in azione. Sono curioso di vedere come risponde agli iso.

        A presto

  2. Nicola Muscatiello

    Ottimo articolo, sono possessore di una BMPCC che ho usato pochissimo per via delle poca durata delle batterie , e sto facendo un pensierino per venderla in attesa di questa nuova.

    • Sembra che questa nuova riesca a durare un’ora con le batterie Canon, chissà… Bella l’idea di poterla caricare via USB, a quel punto non ci sarebbero problemi!

  3. Nicola Muscatiello

    Di sicuro con le batterie canon sarà un altra storia.

  4. complimenti per l’articolo, l’unica mia perplessità rimane quella trascurata da tutti i siti Internet ovvero che le dimensioni del sensore dichiarate dal produttore sono tutt’altro che simili a quelle dei sensori Olympus Panasonic (tanto meno gh5 family) qui stiamo parlando di un 19 × 10… qualcosa di completamente diverso rispetto al formato standard mft: cosa significa? in giro c’è chi parla di un crop di 1.8 piuttosto che 2 e che forse il cosiddetto full size è relativo al fatto che usa interamente la superficie del sensore in 4K anziché usarne una parte come per i sensori che nascono più per le macchine fotografiche…. voi ci avete capito qualcosa in più al riguardo? illuminatici grazie mille!!!

    • Ciao Fabio, ottima domanda. Stiamo parlando un po’ di questa cosa con la stessa Blackmagic, perchè in effetti è un discorso leggermente fumoso, e a breve ci scriviamo sopra un articolo 🙂

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